Euro in flessione: quanto durerà?

Continua la discesa dell’euro rispetto al dollaro e gli europei si chiedono quanto durerà. Alla base del crollo dell’euro vi sono le differenze nelle politiche monetarie della Federal Reserve e la Banca Centrale europea. Gli specialisti non prevedono un arresto della flessione, bensì una maggiore contrazione dell’euro, che potrebbe scendere al di sotto del dollaro per il 2017.

cambio dollaro euro
Continua la discesa dell'euro e si manterrebbe tutto il 2016

Mercoledì 11 marzo l’euro è sceso a 1,06 dollari, raggiungendo il livello più basso registrato negli ultimi 12 anni. Rispetto a marzo 2014, l’euro è sceso del 23%, e del 15% dal 1° gennaio 2015, tornando ai valori registrati nel 2003.

Assistere a contrazioni così veloci è un fenomeno infrequente, soprattutto per la valuta di un’economia di punta come quella europea. Era previsto però, secondo diversi analisti, che l’euro raggiungesse la parità con il dollaro entro la fine del 2016. Secondo la Deutsche Bank invece, non solo l’euro sarà pari al dollaro già quest’anno, ma scenderà a 0,85 dollari entro il 2017.

Tra le principali cause del crollo dell’euro rispetto al dollaro, vi sono le strategie opposte di politica monetaria stabilite dalle due banche centrali, BCE e  Federal Reserve.

Nello specifico, la Federal Reserve punta a accrescere i tassi di interesse, per aumentare i rendimenti per gli investimenti in dollari, dando come conseguenza una maggiore domanda della valuta statunitense.

Invece, la BCE si trova in pieno Quantitative Easing, manovra che dovrebbe durare fino a tutto il 2016 e che ribasserà i tassi di interesse, indebolendo l’euro. Per questo motivo, molto sicuramente il dollaro continuerà a crescere rispetto la valuta europea.

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