Euro giù, come guadagnare con l’effetto cambio

Il Quantitative Easing della BCE ha impoverito alcuni strumenti di risparmio, buttando giù i tassi di interessi di BTp o Bot, ma offre ai risparmiatori alcune nuove arme che vanno utilizzate con saggezza. In effetti, con la forte flessione dell’euro può diventare conveniente investire in altre valute. Ecco come guadagnare con l’effetto cambio.

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E' possibile guadagnare approfittando del crollo dell'euro rispetto al dollaro: o no?

L’euro è crollato ai minimi degli ultimi 12 anni, tornando ai livelli del 2003 rispetto al dollaro. Investire al di fuori dell’Eurozona può adesso essere conveniente.

In effetti, i valori dei bond Usa non sono sostanzialmente cambiati, ma considerando l’apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro (+12,6%) è come se il guadagno fosse triplicato.

Investire in dollari: sì o no?

Il cambio ovviamente è favorevole in questo caso, ma comunque va maneggiato con attenzione: non è detto che l’indebolimento dell’euro (su tutte le valute, comprese le emergenti) prosegua indefinitamente. Sicuramente ci sarà chi ne ha già approfittato, ma chi si appresta a farlo adesso potrebbe non trovare lo stesso guadagno.

Lo avverte Michele de Michelis, responsabile investimenti di Frame Am: «Starei molto attento ad andare a investire fuori dalla zona euro proprio ora che il dollaro ha guadagnato 30 centesimi sulla moneta unica», dubitando inoltre che il dollaro sorpassi l’euro a breve: «L’euro debole, il quantitative easing in corso e il petrolio ai minimi rendono più interessante l’Europa, tant’è che anche investitori come Warren Buffett puntano qua», spiega de Michelis.

C’è però chi pensa che questo è un buon momento per guadagnare con l’effetto cambio. Le principali case d’investimento infatti (Morgan Stanley, Barclays e Goldman Sachs) prevedono un euro in continua flessione, causata dalle diverse strategie adottate dalla BCE rispetto la Federal Reserve o la Banca d’Inghilterra. «Credo che i recenti movimenti valutari siano destinati a proseguire anche nei prossimi mesi e che ci sia ancora quindi una forte convenienza a diversificare il portafoglio al di fuori dell’area euro», afferma Claudio Barberis, responsabile asset allocation di MoneyFarm.

Quanto e come investire: questo è il punto. Ecco il consiglio di Barberis: «Incrementerei del 15-20% la quota che di solito viene impiegata al di fuori dell’Europa e cercherei di suddividere il rischio sulla base di temi differenti: Stati Uniti e Gran Bretagna sono per esempio interessanti per via delle politiche monetarie divergenti delle loro banche centrali rispetto alla BCE; alcuni paesi emergenti perché offrono tassi interessanti, le loro valute vengono da un periodo di debolezza e si possono comprare a prezzi interessanti».

«I bond aziendali USA ad alto rendimento - prosegue lo specialista – si comprano a buon prezzo perché sono stati indeboliti dal crollo del petrolio e altrettanto si può dire per le azioni dei mercati emergenti, che in media trattano su prezzi più bassi rispetto agli utili del 20-30% rispetto a Wall Street e all’Europa».

Attenzione infine a destinare a ognuna di queste alternative una parte limitata dei propri investimenti, cercando di evitare perdite rilevanti qualora la tendenza dovesse cambiare.

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