Eni rinegozia il contratto con Gazprom: ottiene uno sconto sul prezzo del gas

Eni ha rinegoziato gli accordi sul gas russo, allineando i prezzi al valore del mercato. Il gruppo italiano, in effetti, ha rivisto i contratti con il colosso russo Gazprom, e gli è andata bene. Eni ha ottenuto uno sconto sui prezzi del gas, meno legami con quelli petroliferi e ritiri agevolati della materia prima giacente perché fuori mercato.

Eni rinegozia il contratto con Gazprom: ottiene uno sconto sul prezzo del gas

In un’epoca complicata per la geopolitica del gas, eni ha rinegoziato con Gazprom i contratti trentennali di fornitura al nostro Paese, pari a circa 20 miliardi di metri cubi l’anno i quali, sin dal 2008, hanno prodotto perdite miliardarie per il gruppo degli idrocarburi. Con questa rinegoziazione, retroattiva all’inizio di quest’anno, eni potrebbe riprendere il guadagno a partire dalle forniture di gas russo.

L’accordo, dopo un negoziato durato più di un mese, è stata firmato a San Pietroburgo dall’amministratore delegato di Gazprom, Alexey Miller, e dal neo amministratore delegato eni, Claudio Descalzi e prevede “una riduzione dei prezzi delle forniture e un cambiamento importante nelle modalità di indicizzazione assicurando il pieno allineamento con il mercato. Inoltre, nel 2014 la capacità di eni di recuperare gas prepagato all’interno delle clausole di take or pay sarà significativamente aumentata“, secondo quanti si legge in una nota.

Sconto sul prezzo del gas

Lo sconto, si stima, dovrebbe superare quelli che la compagnia italiana aveva già ottenuto in precedenza, pari al 5% circa, e tale da allineare il prezzo di acquisto che eni paga ai russi, stimato dagli operatori di mercato sui 12 dollari per unità di misura (Mmbtu), ai valori della Borsa Henry Hub, di circa 9 dollari. Si pensa che Eni possa approvvigionarsi sui 10 dollari con Gazprom.

Un ulteriore cambiamento ai contratti riguarda la fine dell’indicizzazione del gas russo ai prezzi del petrolio. Da adesso in poi, e in linea con i contratti che Gazprom sostiene con altri clienti, quelli dell’eni saranno collegati anche ai prezzi di mercato del gas: se diminuisce, calano un po’ anche loro.

Infine una terza modifica riguarda i quantitativi di gas pagati ma non ritirati (perché hanno prezzi fuori mercato) che rappresentano la base dei contratti take or pay (prendere o pagare). Solitamente, il gas non ritirato si può riprendere nel giro di 3-5 anni, e solo dopo aver pagato certi minimi (miliardari). Adesso, i minimi saranno più bassi e i tempi più lunghi, a beneficio del capitale circolante del gruppo italiano.

Secondo eni, “l’accordo rappresenta un cardine dell’impegno di Eni di rinegoziare tutti i contratti di fornitura gas a lungo termine con terze parti, con l’obiettivo di disporre di un portafoglio di approvvigionamenti pienamente competitivo“.

La rinegoziazione del contratto avviene pochi giorni dopo l’accordo di fornitura di gas tra Russia e Cina da 456 miliardi di dollari. Sebbene si tratti di gas completamente diverso da quello che arriva in Europa dalla Russia, l’accordo ha rilanciato i timori nell’UE sulla sicurezza degli approvvigionamenti nel metano del continente europeo, che è importato dalla Russia per circa un terzo.
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