Eni abbandona il “fracking” in Polonia

Ultima, almeno per ora, di una lunga serie – Exxon Mobil, Marathon Oil, Talisman Energy – anche Eni ha di fatto abbandonato l’esplorazione del gas di scisto, o shale gas, in Polonia, da estrarsi con la tecnica del fracking. Al momento infatti due delle tre licenze in possesso di Eni non sono state rinnovate, e anche se non è stato ancora deciso il futuro della terza è possibile che il colosso italiano dell’energia ci rinunci prima della scadenza.

Fracking
Ritirate due licenze su tre per l'estrazione di gas di scisto

L’avventura di Eni in Polonia è così durata meno di quattro anni: iniziata il 10 febbraio 2010 con l’acquisizione di Minsk Energy Resources, con inizio delle operazioni di perforazione previsto nel 2011, doveva farsi forza nell’estrazione di gas non convenzionale delle competenze acquisite grazie alle joint venture nel Barnett Shale in Texas, primo bacino di shale gas al mondo sviluppato su larga scala.
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È andata diversamente. Pochi successi di bassa entità, finora, e primi tentativi di fratturazione idraulica che non hanno dato i risultati sperati. Tra gli ostacoli pare ci sia anche una legislazione che, nata per facilitare gli investimenti nel settore, è finita invece col complicare i margini di manovra societari, provocando così l’abbandono delle più grandi imprese del settore. Al momento rimangono soltanto Chevron e ConocoPhillips, e pare sempre più difficile che la Polonia possa quindi guidare nel prossimo futuro il boom dello shale gas europeo.

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