Energie rinnovabili: nessun taglio agli incentivi nella manovra

La notizia era circolata per quasi tutta la giornata di ieri, dopo l’arrivo al Quirinale della manovra da 47 milioni di euro del governo: secondo diverse agenzie di stampa e i rumors, infatti, sarebbe previsto un taglio del 30% sugli incentivi per le fonti alternative di energia. L’indiscrezione, com’è facile immaginare, ha messo in allarme utenti e addetti ai lavori.

La smentita, però, è arrivata dal ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani. Nessuna riduzione delle agevolazioni per le fonti rinnovabili, quindi: anche il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, dopo la diffusione delle voci riguardanti i tagli (volti, a quanto pare, a ridurre il costo finale dell’energia sulle bollette), ha confermato l’assenza della norma e ha ribadito la sua posizione in favore degli incentivi “Il Consiglio dei ministri, dopo un lungo e approfondito dibattito, ha approvato la manovra senza quella norma, non capisco come si possa ipotizzare una reintroduzione”.

Questo significa, quindi, che inizialmente tale possibilità (precisamente nell’articolo 35 dell’ultima bozza presentata) era stata presa in considerazione ma il testo definitivo della manovra non prevederebbe alcun taglio. Nonostante le smentite da parte dei due ministri l’opposizione non sembra convinta e accusa comunque il governo di “scelte populiste” per tenere a bada la Lega, penalizzando le energie alternative e mettendo a rischio fallimento l’intero settore.

In tutta questa confusione una cosa appare  comunque certa: almeno per ora gli incentivi e le agevolazioni per le fonti rinnovabili sarebbero al sicuro.

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