Energia solare nel deserto, nuova innovazione americana

È possibile produrre energia pulita sfruttando l’irraggiamento solare presente nelle aree desertiche, senza inquinare l’ambiente circostante e con una buona economicità? Alla risposta, probabilmente, non c’è ancora una risposta certa: la recente innovazione compiuta all’interno dei laboratori dell’Università di Stanford (California, USA), tuttavia, sembra suggerire un orientamento positivo.

Dagli Stati Uniti una interessante novità per lo sfruttamento dei deserti
Dagli Stati Uniti una interessante novità per lo sfruttamento dei deserti

La ricerca ha infatti ricordato come i deserti siano delle grandi aree in grado di vantare una ideale radiazione solare e la disponibilità di enormi aree inutilizzate. Il problema fondamentale è cercare di “nutrire” gli impianti solari (che necessitano di una vasta quantità di acqua) sia durante la fase di costruzione che durante il loro funzionamento. Per tale motivo si preferisce abbandonare il progetto eco-energetico solare, andando a sfruttare le agavi, e il biocarburante che si riesce a trarre da esse.

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Ebbene, secondo i ricercatori californiani la soluzione migliore per arrivare al risultato sperato in termini di produttività di energia elettrica sarebbe rappresentata dal mix tra le due tecnologie, con integrazione tra i sistemi. I ricercatori hanno infatti conteggiato che il consumo di acqua effettuato il connubio energia elettrica / combustibile liquido è inferiore al consumo complessivo dei due sistemi utilizzati singolarmente. Dal solare sarebbe inoltre possibile ricavare 2.400 Gj per ettaro l’anno, contro i 206 dell’agave.

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