Energia rinnovabile: le previsioni italiane per il 2025

In Italia vengono considerate fonti di energia rinnovabile il sole (sia tramite fotovoltaici o solare termico), il vento, le risorse idriche, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione in energia elettrica dei prodotti vegetali o dei rifiuti organici e inorganici (biomasse). Tutte quante si ritengono eco-sostenibili perché forniscono energia pulita o “green”, riducendo le emissioni di anidride carbonica e interrompono la dipendenza dai combustibili fossili.

Secondo l’IEA (International Energy Agency) in Italia, la quota di fonti rinnovabili nella produzione mondiale di energia elettrica aumenterà dal 18% attuale al 37 % nel 2030; soltanto le fonti idroelettriche si incrementeranno dal 2 al 18 % e il 23 % della diminuzione delle emissioni sarà dovuta all’impiego delle fonti rinnovabili.

L’obiettivo comunitario del nostro paese per il 2020 (raggiungere il 17% del consumo di energia verde) può diventare uno stimolo al miglioramento di queste tecnologie. Sempre secondo l’IEA in Italia, oltre l’eolico, c’è un importante potenziale nei settori biomasse e biogas, e in più, per il solare e la geotermia. Inoltre, un maggior uso del solare termico permetterà raggiungere più velocemente e a costi bassi la quota stabilita per l’Italia.

Recentemente, l’Ufficio rilevazioni ed analisi dell’Unione petrolifera, ha stabilito che le Previsioni di domanda energetica e petrolifera del nostro paese per il periodo 2011-2025 sono la riduzione del peso del petrolio e della benzina, con un incremento nell’uso del gas e delle rinnovabili.

Rispetto al 2010 le tendenze principali sono tutte piuttosto confermate, tranne lo “sviluppo accentuato delle rinnovabili, in particolare del fotovoltaico che già alla fine del 2011 dovrebbe raggiungere gli obiettivi previsti al 2020 dal Piano di azione nazionale“.

Per quanto riguarda il gas naturale, nel 2025 dovrebbe riuscire a fornire più del 40% del fabbisogno italiano, e si spera che dal 2014 diventi la più importante fonte di energia del nostro paese. Per il resto, l’Unione Petrolifera conferma una notevole stabilità dei combustibili solidi di circa l’8% con un successivo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili che nel periodo 2020-2025 dovrebbero garantire il 14,4% del fabbisogno italiano, comparata con l’attuale 10%; inoltre, si attende una diminuzione delle emissioni di anidride carbonica nel lungo-medio termine, con livelli che però al 2020 saranno ancora superiori del 3% rispetto a quelli del 1990.

Finalmente, sui biocarburanti, l’Unione Petrolifera prevede che compariranno nello scenario delle rinnovabili quelli di seconda generazione, e che questo accadrebbe già nel breve periodo, anche se in quantità ancora ridotte. Le previsioni per il 2020 stimano che i volumi complessivi di biocarburanti che servono per coprire il fabbisogno del 10% dei trasporti, si crede saranno intorno ai 4 milioni di tonnellate, rispetto ai 4,6 milioni ai quali si arriverebbe in loro assenza.

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