Energia Rinnovabile: certificati verdi e RECS

Le offerte di energia elettrica presenti sul mercato libero denominate verdi derivano al 100% da fonti rinnovabili di energia pulita grazie a diversi meccanismi di tutela ambientale.

Il Decreto Bersani impone l’obbligo agli operatori che immettono in rete più di 100 GWhe/anno che almeno il 2% dell’elettricità provenga da impianti a fonti rinnovabili. La Legge 99/09 trasferisce tale obbligo sui soggetti che concludono con Terna contratti di dispacciamento di energia elettrica in prelievo.

I certificati RECS

Oltre al meccanismo dei certificati verdi, legato all’obbligo introdotto dal decreto Bersani, nel 2003 è stato avviato il sistema RECS (Renewable Energy Certificate System), che si differenzia dal primo per i seguenti aspetti:

  • la partecipazione è volontaria e la possibile remunerazione della vendita del certificato è dunque collegata a principi di green pricing e di sensibilità ambientale delle aziende;
  • ogni certificato fa riferimento ad una produzione annua di 1 MWhe, includendo così anche le applicazioni di piccola taglia;
  • I dati disponibili al momento parlano di 33 milioni di certificati emessi e di circa 13 milioni venduti a soggetti interessati a certificare la provenienza da fonte rinnovabile dell’energia elettrica da loro acquistata.

L’ente che rilascia i RECS in Italia è sempre il GSE, dove è possibile reperire informazioni circa le modalità per l’emissione dei certificati. Mediante il loro acquisto (e successivo ritiro del certificato dal mercato), l’acquirente finanzia l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili testimoniando, pertanto, il suo impegno a favore dell’ambiente.

di energia elettrica presenti sul mercato libero denominate verdi derivano al 100% da fonti rinnovabili di energia pulita grazie a diversi meccanismi di tutela ambientale.

Il Decreto Bersani impone l’obbligo agli operatori che immettono in rete più di 100 GWhe/anno che almeno il 2% dell’elettricità provenga da impianti a fonti rinnovabili. La Legge 99/09 trasferisce tale obbligo sui soggetti che concludono con Terna contratti di dispacciamento di energia elettrica in prelievo.

I certificati RECS

Oltre al meccanismo dei certificati verdi, legato all’obbligo introdotto dal decreto Bersani, nel 2003 è stato avviato il sistema RECS (Renewable Energy Certificate System), che si differenzia dal primo per i seguenti aspetti:

  • la partecipazione è volontaria e la possibile remunerazione della vendita del certificato è dunque collegata a principi di green pricing e di sensibilità ambientale delle aziende;
  • ogni certificato fa riferimento ad una produzione annua di 1 MWhe, includendo così anche le applicazioni di piccola taglia;
  • I dati disponibili al momento parlano di 33 milioni di certificati emessi e di circa 13 milioni venduti a soggetti interessati a certificare la provenienza da fonte rinnovabile dell’energia elettrica da loro acquistata.

L’ente che rilascia i RECS in Italia è sempre il GSE, dove è possibile reperire informazioni circa le modalità per l’emissione dei certificati. Mediante il loro acquisto (e successivo ritiro del certificato dal mercato), l’acquirente finanzia l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili testimoniando, pertanto, il suo impegno a favore dell’ambiente.

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