Energia pulita: fotovoltaico più produttivo con la musica

Uno studio condotto dalla Queen Mary University e dall'Imperial College di Londra, e ampiamente riportato in Italia dalle pagine de La Repubblica, sostiene che le vibrazioni musicali migliorerebbero l'efficienza delle strutture alla base del sistema fotovoltaico.

Energia pulita: fotovoltaico più produttivo con la musica

La particolare ricerca – pubblicata su Advanced Materials – afferma in particolare che le alte frequenze della musica rock e pop utilizzerebbero delle vibrazioni in grado di innestare una maggiore produzione di energia nelle celle solari che contengono gruppi di nanorods (nanofibre molecolari), con un incremento dell’efficienza addirittura pari al 40%.

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La motivazione tecnica è spiegata chiaramente nelle righe del dossier: i piccoli nanotubi di ossido di zinco coperti da polimeri attivi (utilizzati per trasformare la luce in energia elettrica) reagirebbero alle alte frequenze presenti nelle canzoni aumentando le vibrazioni dei nanotubi, e aumentando in tal modo in modo significativo la produttività.

Secondo i ricercatori della Queen Mary, tra i sistemi utilizzati per
, questo sarebbe uno degli sviluppi più promettenti, poichè mostrerebbe un insieme di proprietà fisiche che potrebbero migliorare le prestazioni di un impianto fotovoltaico in modo estremamente rilevante.

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