Enel contribuisce alla cattura della CO2 in Cina

Enel Energia e i rappresentanti del ministero della Scienza e Tecnologia e di Istituti di ricerca e Università della Repubblica Popolare Cinese, hanno appena firmato un accordo per la realizzazione di un impianto per la cattura della CO2 nella centrale termoelettrica da 600 MWe di Tongchuan, nella provincia di Shaanxi, gestita dall’operatore China-Huaneng.

L’impianto prevede che l’anidride carbonica catturata venga riutilizzata per ottimizzare la performance di estrazione di un vicino pozzo petrolifero. Questa notevole iniziativa nell’ambito della ricerca di soluzioni al cambiamento climatico, trova supporto nell’esperienza accumulata da Enel nella progettazione dell’impianto pilota di cattura della CO2 presso la Centrale Federico II di Brindisi.

Questo sistema, inaugurato lo scorso marzo, è diventato il primo test della tecnologia «azzera emissioni» sostenuto dall’Europa grazie al finanziamento dell’European Energy Programme for Recovery. Dopo circa 2.500 ore di lavori, l’impianto di Brindisi ha già catturato oltre 5.000 tonnellate di CO2, diventando così un vero e proprio punto di riferimento concreto dell’impegno europeo per lo sviluppo di questa tecnologia.

L’anidride carbonica raccolta dall’impianto di Brindisi verrà trasportata presso il sito Eni/Stogit di Cortemaggiore a Piacenza, dove verrà iniettata e immagazzinata per sempre nel sottosuolo. L’esperienza a Brindisi verrà anche applicata presto al progetto per la realizzazione dell’impianto dimostrativo di cattura della CO2 nella centrale Enel di Porto Tolle (Rovigo) che è stato recentemente incluso nella road map del Carbon Sequestration Leadership Forum (CSLF) come uno dei progetti più rilevanti del pianeta.

Il CSLF è un progetto volontario che include diverse nazioni industrializzate e non, rappresentando il 75% di tutte le emissioni di CO2 e che si impegnano nella collaborazione per lo sviluppo delle tecnologie che consentono una riduzione dell’anidride carbonica.

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