Energia elettrica, quando la bolletta è sbagliata

A partire dal 1° ottobre 2010, come stabilito da Aeeg (Autorità per l’energia elettrica e il gas), i prezzi di riferimento dell’energia elettrica hanno subito una riduzione dello 0,5%. La spesa media annua tendenziale della famiglia tipo – consumi medi 2.700 kilowattora l’anno e una potenza impegnata di 3 kW – si attesterà a 421 euro. Dal 1° luglio 2010, inoltre, è iniziata la diffusione dei nuovi prezzi biorari, con i quali l’energia elettrica costa meno la sera, la notte, il primo mattino dei giorni feriali e in tutte le ore del sabato e della domenica e di ogni giorno festivo, mentre i prezzi più alti sono associati alla fascia oraria dalle 8 alle 19 dei giorni feriali, quando la domanda di punta determina costi medi della produzione più alti.

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Riduzioni e rimodulazioni che, unite anche alla possibilità di usufruire del bonus elettrico, permettono in teoria di risparmiare sui consumi per l’energia elettrica. Se le condizioni e le opportunità di risparmio non mancano, altrettanto presenti sono, purtroppo, gli errori commessi dai vari gestori nel calcolare l’importo delle bollette. I consumatori, però, possono contestare i calcoli effettuati da Enel, Edison Casa, Acea e compagnia, se ritengono che le cifre richieste non siano in linea con le loro abitudini di consumo, ovvero se l’importo segnato sulla bolletta della luce risulta elevato e anomalo rispetto alla media degli importi solitamente fatturati dal gestore.

bolletta_luce_stato

Il consumatore può inviare una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno al proprio gestore, nella quale dovrà indicare le proprie generalità, l’intestatario dell’utenza, il codice utente associato alla bolletta della luce, l’indirizzo servito dalla fornitura dell’energia elettrica. Il tutto, ovviamente, accompagnato dal reclamo relativo alle cifre che si vogliono contestare.

Il gestore, per legge, è obbligato a rispondere all’utente entro 40 giorni dalla ricezione della raccomandata A/R. Se il gestore riconosce di aver sbagliato nel calcolare l’importo della bolletta, il consumatore avrà diritto alla restituzione delle somme versate in eccedenza: il gestore dovrà provvedere a restituire le cifre corrisposte entro 90 giorni, tramite accredito in bolletta o mediante assegno circolare.

Se il gestore non rispetta i tempi previsti dalla normativa di riferimento, l’utente dovrà essere risarcito con le indennità del caso: 20 euro se il rimborso viene perfezionato tra il 90esimo e il 180esimo giorno, 40 euro se i soldi arrivano entro il 270esimo giorno, 60 euro se si superano i 270 giorni.

sportello

Se il gestore, invece, non risponde alla lettera di contestazione inviata dall’utente, questi potrà rivolgersi all’Autorità per l’energia elettrica e il gas, in particolare allo Sportello per il Consumatore di Energia predisposto da Aeeg. Per mettersi in contatto con gli operatori si possono utilizzare il numero verde 800.166.654 da telefono fisso e il numero 199.419.654 per chiamate da cellulare (con costo della chiamata a carico dell’utente secondo il proprio piano tariffario). Per segnalazioni o reclami è a disposizione del consumatore anche il fax verde 800.185.025 e l’indirizzo email reclami.sportello@acquirenteunico.it. Lo Sportello per il Consumatore di Energia ha sede presso via Guidubaldo Del Monte 72, 00197 Roma.

Tuttavia, il ruolo di Aeeg è piuttosto limitato rispetto ai bisogni del consumatore. L’Authority, infatti, può intervenire solo sanzionando il gestore, senza la facoltà di imporre allo stesso la restituzione dei soldi all’utente. A questi non resta, dunque, che rivolgersi alla giustizia ordinaria, tramite regolare denuncia del comportamento del gestore alle autorità competenti.

_in_tribunale

In realtà, c’è anche un’altra strada percorribile, quella della conciliazione, attraverso la quale risolvere le controversie relative a fatture di importi elevati e anomale rispetto alla media degli importi che il gestore ha fatturato al cliente entro gli ultimi due anni, la ricostruzione dei consumi in assenza di verifica metrica del contatore, la doppia fatturazione, e la gestione della rateizzazione e dei rimborsi in seguito al ricalcolo di fatture errate. Per approfondimenti sulle procedure per la conciliazione, si consiglia di prendere come esempio il protocollo d’intesa sulla conciliazione paritetica firmato da Enel e dalle associazioni dei consumatori.

Andrea Galassi

al 1° ottobre 2010, come stabilito da Aeeg (Autorità per l’energia elettrica e il gas), i prezzi di riferimento dell’energia elettrica hanno subito una riduzione dello 0,5%. La spesa media annua tendenziale della famiglia tipo – consumi medi 2.700 kilowattora l’anno e una potenza impegnata di 3 kW – si attesterà a 421 euro. Dal 1° luglio 2010, inoltre, è iniziata la diffusione dei nuovi prezzi biorari, con i quali l’energia elettrica costa meno la sera, la notte, il primo mattino dei giorni feriali e in tutte le ore del sabato e della domenica e di ogni giorno festivo, mentre i prezzi più alti sono associati alla fascia oraria dalle 8 alle 19 dei giorni feriali, quando la domanda di punta determina costi medi della produzione più alti.

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Riduzioni e rimodulazioni che, unite anche alla possibilità di usufruire del bonus elettrico, permettono in teoria di risparmiare sui consumi per l’energia elettrica. Se le condizioni e le opportunità di risparmio non mancano, altrettanto presenti sono, purtroppo, gli errori commessi dai vari gestori nel calcolare l’importo delle bollette. I consumatori, però, possono contestare i calcoli effettuati da Enel, Edison Casa, Acea e compagnia, se ritengono che le cifre richieste non siano in linea con le loro abitudini di consumo, ovvero se l’importo segnato sulla bolletta della luce risulta elevato e anomalo rispetto alla media degli importi solitamente fatturati dal gestore.

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Il consumatore può inviare una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno al proprio gestore, nella quale dovrà indicare le proprie generalità, l’intestatario dell’utenza, il codice utente associato alla bolletta della luce, l’indirizzo servito dalla fornitura dell’energia elettrica. Il tutto, ovviamente, accompagnato dal reclamo relativo alle cifre che si vogliono contestare.

Il gestore, per legge, è obbligato a rispondere all’utente entro 40 giorni dalla ricezione della raccomandata A/R. Se il gestore riconosce di aver sbagliato nel calcolare l’importo della bolletta, il consumatore avrà diritto alla restituzione delle somme versate in eccedenza: il gestore dovrà provvedere a restituire le cifre corrisposte entro 90 giorni, tramite accredito in bolletta o mediante assegno circolare.

Se il gestore non rispetta i tempi previsti dalla normativa di riferimento, l’utente dovrà essere risarcito con le indennità del caso: 20 euro se il rimborso viene perfezionato tra il 90esimo e il 180esimo giorno, 40 euro se i soldi arrivano entro il 270esimo giorno, 60 euro se si superano i 270 giorni.

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Se il gestore, invece, non risponde alla lettera di contestazione inviata dall’utente, questi potrà rivolgersi all’Autorità per l’energia elettrica e il gas, in particolare allo Sportello per il Consumatore di Energia predisposto da Aeeg. Per mettersi in contatto con gli operatori si possono utilizzare il numero verde 800.166.654 da telefono fisso e il numero 199.419.654 per chiamate da cellulare (con costo della chiamata a carico dell’utente secondo il proprio piano tariffario). Per segnalazioni o reclami è a disposizione del consumatore anche il fax verde 800.185.025 e l’indirizzo email reclami.sportello@acquirenteunico.it. Lo Sportello per il Consumatore di Energia ha sede presso via Guidubaldo Del Monte 72, 00197 Roma.

Tuttavia, il ruolo di Aeeg è piuttosto limitato rispetto ai bisogni del consumatore. L’Authority, infatti, può intervenire solo sanzionando il gestore, senza la facoltà di imporre allo stesso la restituzione dei soldi all’utente. A questi non resta, dunque, che rivolgersi alla giustizia ordinaria, tramite regolare denuncia del comportamento del gestore alle autorità competenti.

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In realtà, c’è anche un’altra strada percorribile, quella della conciliazione, attraverso la quale risolvere le controversie relative a fatture di importi elevati e anomale rispetto alla media degli importi che il gestore ha fatturato al cliente entro gli ultimi due anni, la ricostruzione dei consumi in assenza di verifica metrica del contatore, la doppia fatturazione, e la gestione della rateizzazione e dei rimborsi in seguito al ricalcolo di fatture errate. Per approfondimenti sulle procedure per la conciliazione, si consiglia di prendere come esempio il protocollo d’intesa sulla conciliazione paritetica firmato da Enel e dalle associazioni dei consumatori.

Andrea Galassi

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