Enel potrebbe investire in una Libia democratica

Secondo Fulvio Conti, amministratore delegato del gruppo energetico italiano Enel, la Libia del futuro potrebbe essere una nuova area di forte investimento per la società: in queste ore la situazione nel paese nord africano la situazione si fa sempre più tesa, con l’arrivo dei ribelli a Tripoli e il cerchio che si stringe sempre di più intorno al regime del colonnello Gheddafi.

Durante il meeting di Rimini Conti ha auspicato un ritorno alla normalità nel paese: in questo modo sarà possibile “ammodernare il settore energetico e si creeranno nuove opportunità”. Il gruppo Enel non ha alcuna relazione con il regime libico ora in crisi, “perchè quel regime non ci piaceva”, ha specificato l’amministratore delegato.

Il vento di cambiamento che arriva dalla Libia rappresenta una svolta molto importante per il colosso energetico anche se, come Conti ha chiarito, si tratterebbe di un’opportunità interessante ma non certo cruciale per il fabbisogno energetico italiano.

La Libia rappresenta comunque una fonte molto importante di materie prime e di fonti energetiche come gas e petrolio: un aspetto che pesa notevolmente sul futuro energetico del nostro paese e di altre aree del pianeta.

Le ultime news sui combattimenti a Tripoli hanno fatto schizzare i titoli energetici delle società che operano sull’area, come ad esempio l’ENI (+ 5%) e Ansaldo Energia (+ 6%): un ulteriore prova, questa, di quanto la caduta del regime del raìs possa cambiare non solo le sorti di un paese, ma anche l’intero assetto energetico internazionale.

Commenti Facebook: