Enel e Iit insieme per le rinnovabili

Le innovazioni portate dal grafene e dal moto ondoso del mare sono alla base del nuovo accordo tra Enel e Istituto Italiano di Tecnologia per la produzione di energia carbon-free. Una partnership della durata di 24 mesi e che comporta un investimento da parte di Enel Green Power, la società dedicata alle rinnovabili che fa capo ad Enel, pari a 800.000 euro.

Il grafene e il moto ondoso aiuteranno nella produzione dell'energia del futuro

Un accordo per le rinnovabili

Con l’accordo tra l’Iit (Istituto Italiano di Tecnologia) di Genova ed Enel, si punterà allo sviluppo di batterie e pannelli fotovoltaici a grafene, nonché di sistemi per lo sfruttamento delle correnti marine al fine di produrre energia. Enel Green Power ha investito 800.000 euro in questo accordo della durata di 24 mesi, definito dall’ad di Enel Francesco Starace un «percorso verso un’energia carbon free, sempre più sostenibile e tecnologicamente avanzata».

Secondo Starace, «la ricerca e l’innovazione sono fondamentali per individuare nuovi filoni e nuove tecnologie in ambito energetico. La partnership con l’Istituto italiano di tecnologia è per noi motivo di orgoglio perché è una delle realtà più avanzate a livello globale che, con giovani ricercatori italiani e internazionali, sperimenta idee innovative con risultati eccellenti».

Starace ha poi continuato chiarendo le tecnologie alla base dell’accordo e, chissà, delle tariffe luce del futuro: «i filoni che stiamo portando avanti con l’Iit vanno dallo studio di nuovi materiali per la realizzazione di batterie più performanti, all’applicazione di nuove soluzioni in ambito fotovoltaico e dallo studio di nuovi sistemi di produzione che sfruttino il moto ondoso fino a progetti sulla mobilità elettrica».
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Spazio al grafene e al moto ondoso

Al centro degli accordi, appunto, la produzione di batterie al grafene, il materiale costituito da uno strato monoatomico di atomi di carbonio frutto degli studi dei premi Nobel per la fisica Andrej Gejm e Konstantin Novoselov. Queste batterie, che verranno utilizzate anche in campo automobilistico, sono alla base di un sistema integrato che unisce le energie rinnovabili con uno storage intelligente. A lavorare su questa tecnologia presso l’ Iit sono i ricercatori dei Graphene labs Iit.

Come spiega Roberto Cingolani, direttore dell’Iit, «la combinazione del grafene con un altro materiale flessibile e innovativo come la pervoskite, permette un flusso più efficace degli elettroni da un pannello all’altro, producendo un quantitativo maggiore di energia».

Innovazioni arriveranno anche dal nuovo sistema di produzione che sfrutta il moto ondoso del mare. Come ha dichiarato ancora Cingolani, «grazie alla tecnologia messa a punto dalla start-up Piezoskin, che recupera l’energia pulita da flussi d’aria o di liquidi, grazie alla produzione di alghe fittizie composte da materiali biodegradabili e riciclabili. Gli studi condotti dimostrano come sia possibile produrre energia elettrica e alimentare i sensori remoti di monitoraggio marino, grazie al movimento di questi micro-componenti».

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