Elettricità: un quarto del consumo italiano proviene dalle rinnovabili

Ieri il GSE ha pubblicato i dati 2011 sulla produzione e il consumo di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili in Italia. Sebbene siano ancora dati provvisori (per i definitivi dovremmo aspettare giugno), vi sono delle particolarità abbastanza significative.

L’analisi considera non solo la quantità di potenza installata in tutto il territorio nazionale, ma anche la produzione effettiva di energia elettrica da ogni fonte: fotovoltaico, geotermia, idroelettrico, eolico e bioenergia (ovvero biogas, biomasse solide e bioliquidi).

Il dato più rilevante sicuramente è che nel 20011 quasi un quarto dell’elettricità consumata nel Paese, ovvero 84.190 GWh (24% del Consumo Interno Lordo di energia), è stata generata da fonti rinnovabili.

Questo dato rappresenta una crescita del 2% rispetto il 2010, del 3% rispetto il 2009 e del 8% del 2008. L’aumento di questo percentuale deriva sicuramente dal boom del fotovoltaico dell’anno scorso, che a dicembre ha raggiunto i 12.750 MWp installati in tutto il Paese.

Un’altra notizia positiva per le rinnovabili riguarda la loro producibilità elettrica, sopratutto del solare. Si tratta della quantità di energia elettrica prodotta dagli impianti installata, immessa nella rete e arrivata effettivamente alle abitazioni per essere consumata.

In questo senso, nel 2009 c’erano 1.144 MWp di fotovoltaico installato in Italia, con una producibilità pari a solo 676 GWh (una cifra davvero minima). Nel 2011 invece, la quantità di energia elettrica realmente prodotta dai 12.750 MWp installati è stata di 10.730 GWh.

La spiegazione per questo fenomeno di crescita si trova in due fatti principali: una migliorata rete elettrica, e la gran diffusione del fotovoltaico agricolo. Naturalmente, quanto migliore sarà la rete elettrica, maggiore sarà lo sfruttamento energetico dalle fonti di produzione.

Per quel che concerne il fotovoltaico agricolo, durante il 2011 si è verificata una crescita notevole. Il fotovoltaico agricola, pur trovandosi al centro di numerosi dibattiti, produce molto più energia elettrica degli impianti suoi tetti delle abitazioni.

Non solo perché l’orientazione è ottima e non vi è ombra in nessun momento, ma anche perché il collegamento con la rete elettrica è migliore.

Dai tetti delle abitazioni, l’elettricità passa prima dal contatore per poi dopo arrivare alla rete elettrica della città e infine alla stazione elettrica più vicina; naturalmente, in ogni passaggio si producono delle dispersioni e il sistema perde efficienza.

In ogni caso, la recente abolizione degli incentivi al fotovoltaico agricolo del nuovo governo tecnico favorisce il fotovoltaico sui tetti degli edifici, pur essendo meno efficienti.

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