Efficienza energetica, le proposte delle associazione dei consumatori

Il Governo sta elaborando un nuovo decreto legge per il recepimento della direttiva europea 27/2012 sull’efficienza energetica. Per evitare che l'Italia non riesca a modernizzare il suo sistema energetico, attraverso un programma di interventi e investimenti coordinati ed efficienti, le Associazioni dei consumatori sono intervenute in più occasioni, fornendo diversi analisi e presentando differenti proposte in materia di efficienza energetica.

Efficienza energetica, le proposte delle associazione dei consumatori
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Per il miglioramento dell’efficienza energetica del Paese, le associazioni dei consumatori hanno chiesto al Governo di stralciare l’articolo 11 della bozza del decreto legge che modifica radicalmente la struttura della bolletta di energia elettrica, eliminando la “progressività”, e penalizzando 30 milioni di consumatori domestici e premiando i grandi consumatori.

In particolare, le Associazione hanno chiesto:

  • Pago quel che consumo: non più consumo stimato, nemmeno in assenza di meccanismi non telecontrollati;
  • Liberalizzazione della Distribuzione: divieto assoluto di svolgere anche se nascosto dal regime di Unbundiling le attività di produzione, distribuzione e vendita di Energia. Vendita dell’attuale distribuzione italiana a TERNA S.p.a.;
  • Dato di misura: essendo di proprietà del consumatore, è lui che deve avere la scelta del suo miglior utilizzo per i fini dell’efficienza e del consumo razionale mediante anche la cessione a terzi;
  • Riorganizzazione degli incentivi: sulla fattispecie del modello incentivi per autoveicoli, elettrodomestici e mobili. Finanziare le tecnologie direttamente all’acquisto e non sulla loro produzione.
  • Prosumers: riconoscimento della figura del Produttore/consumatore, ovvero colui che senza scopo di lucro produce e consuma energia elettrica o termica per fini domestici, e/o aziendali e per la mobilità, attraverso tecnologie efficienti e innovative senza gravare sulle reti e senza l’utilizzo delle infrastrutture.
  • Tariffe progressive: stralcio dell’Art.11 del decreto legislativo.

Hanno anche proposto alcune modifiche all’articolo 8, richiedendo l’eliminazione della diagnosi energetica degli edifici e inserimento dell’autocertificazione, così come agli articoli 9, 11, 13 e 15.

Le associazioni dei consumatori sono intervenute, inoltre, per contrastare le norme che prevedono una diminuzione della frequenza di fatturazione ai clienti finali (da 2 a 6 mesi).

In particolare, Adoc, Assoutenti, Altroconsumo, Assoconsum, Casa del Consumatore, Codacons, Codici, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, MDC e UNC hanno denunciato che le disposizioni dell’art. 9.6vanno in senso inverso al sostegno dei comportamenti virtuosi e all’efficienza energetica”.

L’articolo 9 parla anche su come incrementare la consapevolezza dei consumatori riguardo i propri consumi energetici. Al riguardo, le associazioni dei consumatori, insieme ad alcune compagnie di vendita, hanno presentato un documento che prende in considerazione tutti gli attuali ostacoli all’efficiente funzionamento del mercato libero, soprattutto nel rapporto tra venditore e distributore, analizzando inoltre le maggiori problematiche nel rapporto tra venditore e cliente finale. (leggi AEEG: aziende e consumatori chiedono un mercato libero più efficiente per maggiori informazioni).

E’ stato chiesto, inoltre, l’inserimento di una norma che, in attesa del pieno funzionamento del Servizio Informativo Integrato (SII), costringa l’AEEG ad intervenire con urgenza per assicurare il rispetto della periodicità della lettura dei contatori, il rispetto dei tempi di trasmissione dei dati di misura da parte delle Società di Distribuzione, nonché stabilire procedure veloci per la risoluzione del contenzioso tra clienti e fornitori.

Le Associazioni ritengono che esistono troppe carenze informative nell’ambito energetico, che non permettono ai clienti di utilizzare l’energia in modo consapevole ed efficiente, perché non conoscono dettagliatamente i propri consumi e la struttura dei costi. Per questo motivo, sono contrarie nell’affidare il piano di Informazione e formazione sull’efficienza a un organismo commissariato quale l’ENEA o al GSE.

Infine, le Associazioni hanno chiesto la costituzione di un Fondo nazionale per l’efficienza energetica, strumento valido per il supporto e l’agevolazione degli interventi di efficienza energetica. Questo Fondo non deve limitarsi agli interventi effettuati dalla Pubblica Amministrazione, ma dev’essere esteso alla riqualificazione energetica degli edifici condominiali.

Poiché molti di questi edifici risalgono al dopoguerra, per la loro riqualificazione energetica occorrono interventi complessi e costosi, e le agevolazioni fiscali vigenti frequentemente non consentono l’esecuzione degli interventi necessari, per la difficoltà ad ottenere i finanziamenti necessari. E’ in questo senso che occorre un intervento del Fondo a garanzia dei prestiti erogati dalle banche.

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