Ecco perché usare il contante costa troppo

La crociata contro l’uso del contante è partita già da diversi anni. Per millenni il contante è stata il principale strumento per lo scambio di prestazioni o di valori o per accumulare ricchezza, ma con il lancio della moneta elettronica avvenuto nella seconda metà del secolo sorso questo predominio è andato via via sgretolandosi per far spazio a nuovi strumenti di pagamento.

Perché conviene favorire i pagamenti digitali?

Carte di credito, carte di debito (bancomat) e pagamenti via POS sono stati i protagonisti della prima fase della rivoluzione dei pagamenti. Possiamo individuare come inizio della seconda fase l’affermazione dei pagamenti via Internet, unitamente alla diffusione dell’home banking e di strumenti di pagamento virtuali come PayPal.
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Da allora i pagamenti digitali hanno registrato una forte crescita, dovuta soprattutto alla contestuale affermazione degli e-commerce. Le vendite a distanza sono diventate un modo abituale di comprare e l’economicità, la comodità e l’immediatezza dei pagamenti digitali si sono subito fatte apprezzare, mettendo ai margini il tradizionale pagamento in contrassegno, troppo costoso e sicuramente meno comodo.

Da allora, anche per facilitare gli acquisti via Internet, si sono fatte strada le carte prepagate, strumenti pensati soprattutto per chi non ha un conto corrente e carta di credito, ma ha una necessità di effettuare transazioni, anche online, e di avere un proprio portafoglio digitale.

Conti correnti online, carte di credito e carte prepagate continuano a crescere e si giunge ad una terza fase grazie allo sviluppo della tecnologia smart sui cellulari. E’ così che nascono e proliferano le applicazioni per il mobile banking, i wallet e le applicazioni per i pagamenti.
Nasce così il fenomeno del mobile payment, che al momento rappresenta il settore con maggiori potenzialità di sviluppo.

Grazie alla tecnologia NFC di cui dispongono gli smartphone più avanzati è anche possibile effettuare pagamenti via POS; altre applicazioni permettono di inviare denaro anche tra privati con commissioni esigue o addirittura nulle.

Il pagamento in contanti potrebbe diventare sempre più marginale ed è intenzione di istituzioni, associazioni di categoria, aziende operanti nel campo del crediti e dei pagamenti digitali, spingere per scoraggiare l’uso del contante e favorire la moneta digitale, sia attraverso l’elaborazione di normative ad hoc, sia diffondendo la cultura “cashless”.

L’uso del contante comporta dei costi sociali. Si stima che i costi del contante in tutta l’Europa ammontino a circa 60 miliardi di euro all’anno. A ciò vanno aggiunti i mancati introiti nella casse dei vari Paesi dovuto all’”economia nera”, che ovviamente predilige pagamenti non tracciabili.

Di e-payment si è parlato in un seminario tenutosi all’Università Roma 3 a Roma lo scorso 6 maggio, presso la Facoltà di Economia. Si è trattato di un seminario organizzato nell’ambito delle attività promosse dallo IEPC (Italian E-Payment Coalition), di cui fanno parte le associazioni di consumatori MdC, Cittadinanzattiva, Confconsumatori e Assoutenti, per favorire un uso corretto e consapevole della moneta elettronica.

Al seminario, a cui ha partecipato anche MasterCard, si è fatto il punto della situazione italiana. Hemant Baijal, vicepresidente di Public Affairs MasterCard Worldwide, ha affermato che gli strumenti di pagamento digitali in Italia hanno registrato una costa crescita negli ultimi anni, ma ancora “il denaro rappresenta la forma di pagamento più utilizzata sia in termini di numero di transazioni eseguite (56%) sia in termini di valore complessivo dei pagamenti (95%)”.

Per quale motivo? “Credo sia innanzitutto un fattore culturale ad ostacolare la diffusione di una cashless society”, afferma Baijal, che aggiunge: “Secondo i dati a mia disposizione, in Italia l‘uso degli strumenti di pagamento elettronico è fermo al 43-44%, contro il 93% del contesto generale. E questa è una condizione che deve cambiare”.

Dal 30 luglio 2014 in Italia è scattato l’obbligo per gli esercenti di dotarsi di un sistema di pagamento POS e di accettare i pagamenti tramite carte di pagamento per transazioni di importi superiore a 30 euro, ma ad oggi ancora mancano delle sanzioni connesse alla violazione di questi obblighi.

L’incentivazione dell’uso della moneta virtuale è anche uno dei tasselli della lotta all’evasione fiscale e all’economia sommersa, oltre ad essere dei vantaggiosa per i cittadini e aziende in termini di sicurezza, praticità e immediatezza. Quindi l’uso del contante comporta dei costi anche per la società.

Ma la battaglia in Italia è soprattutto culturale, dal momento che l’abitudine all’uso del contante è fortemente radicata, mentre l’uso di carte di credito e di debito resta marginale. Tuttavia c’è anche la consapevolezza che i giovani, grazie al mobile payment, siano molto più flessibili e ricettivi verso i pagamenti digitali.

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