Ecco perché non si usa il bonus luce e gas

Hai un reddito basso oppure una delle persone del tuo nucleo familiare è un malato grave, ma non usufruisci del bonus luce né gas? Se la risposta è sì, sei tra il 75% degli italiani che hanno diritto al bonus energia che consente di tagliare le bollette, ma non lo richiedono. Perché non si usa il bonus luce e gas? Iter burocratico troppo lungo, scarsa diffusione, beneficio non all’altezza dello sforzo. Ecco chi può richiedere il bonus energia e perché conviene farlo.

bonus luce e gas
Il bonus energia consente di tagliare le bollette del 30% circa

Migliaia di famiglie ogni anno hanno bollette arretrate, eppure solo il 34% dei potenziali beneficiari richiede il bonus luce e addirittura solo il 27% il bonus gas. Questo bonus energia non è altro che uno sconto sulle bollette luce e/o gas, riservato agli utenti in condizioni di disagio fisico o economico.
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15 associazioni dei consumatori (Cittadinanzattiva, Acu, Adiconsum, Adoc, Associazione Utenti Radiotelevisivi, Assoconsum, Assoutenti, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federazione Confconsumatori-Acp, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione Nazionale Consumatori) hanno cercato di capire perché gli italiani si lamentano (giustamente) di bollette energia elettrica e gas sempre più alte, ma non usufruiscono di questo strumento che, sebbene non risolva tutti i problemi, offre almeno uno sconto in bolletta che può arrivare ai 150 euro all’anno in funzione della composizione del nucleo familiare.

Perché non si usa il bonus luce e gas?

Stando ai dati raccolti dalle Associazioni, l’80% degli intervistati non sapeva di poter usufruire del bonus energia e gas, mentre per il 39% l’iter burocratico da seguire è molto complesso e per il 47% manca un’adeguata diffusione delle informazioni. Informati riguardo le caratteristiche dell’agevolazione, il 44% degli intervistati ritiene l’importo del bonus insufficiente rispetto alle bollette e il 48% considera che l’attuale soglia ISEE sia inadeguata ad individuare le potenziali famiglie beneficiarie.

Quelli che invece hanno usufruito del bonus energia durante un anno (il rinnovo è, difatti, annuale) non necessariamente lo richiedono al secondo: troppo complesso l’iter burocratico per la richiesta (30,3%) e comunque inadeguato rispetto ai consumi l’importo ricevuto (22,5%).

Cosa ne pensa l’Autorità per l’energia?

I risultati dell’indagine delle Associazioni dei consumatori sono più o meno in linea con le ultime pubblicazioni al riguardo dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI).

Secondo infatti la “Relazione di chiusura dell’indagine conoscitiva sullo stato di attuazione della disciplina del bonus elettrico e gas” pubblicata nel 2014 dall’AEEGSI, una gran parte dei potenziali beneficiari del bonus non fa domanda e che, tra i 3 milioni di clienti che ne avrebbero usufruito, circa il 70% lo rinnova. L’importo dei bonus, commisurato alla spesa al netto delle imposte per legge, è ritenuto piuttosto basso rispetto all’incidenza sulla spesa per energia e gas.

In relazione all’utilizzo dell’indicatore ISEE, anche l’AEEGSI considerava nel 2014 che il limite definito – rimasto invariato nei 5 anni precedenti- sembrava non coinvolgere del tutto gli utenti le situazioni di povertà; tuttavia, stando ai dati AEEGSI, le modalità di compilazione della dichiarazione ISEE non sarebbero state un ostacolo rilevante, sebbene l’Autorità ammetta nella sua relazione che il processo di gestione delle domande sia del tutto migliorabile.

Il bonus è stato migliorato nel 2017

Quello che molti consumatori non sanno è che, in funzione dell’informazione rilevata dall’AEEGSI nel 2014, il bonus energia è stato migliorato nel 2017.

A partire dal 1° gennaio 2017, il bonus energia viene calcolato secondo un sistema differente. Sino al 2016, in effetti, l’importo del bonus era pari al 20% della spesa netta, mentre dal 2017 passa al 30% della spesa media al lordo delle imposte.

Lo sconto, quindi, passa per le famiglie di 1 o 2 componenti da 80 a 112 Euro; per le quelle da 3-4 componenti da 93 a 137 Euro e per i nuclei numerosi (oltre i 4 componenti), il beneficio è ora pari a 165 Euro, ovvero 12 Euro in più rispetto ai 153 Euro percepiti fino al 2016.

Lo sconto sulle bollette, al netto delle tasse, risulta ora pari al 32% in media.

Per quanto riguarda la soglia ISEE attuale, per le famiglie con meno di 4 figli a carico passa a 8,107,5 Euro (nel periodo 2008 – 2016 è stato pari a 7,500 euro), incrementando la platea di beneficiari del bonus energia. Per i nuclei con almeno 4 figli a carico, invece, la soglia ISEE per richiedere il bonus non è cambiato e resta pari a 20 mila Euro.

Come richiedere il bonus energia

La domanda per il bonus elettrico o gas va presentata al proprio Comune di residenza (o comunque presso l’ente designato dal Comune stesso) utilizzando la modulistica relativa.

Per approfondimenti riguardo i requisiti e la procedura per richiedere il bonus energia e gas, vi invitiamo a consultare il nostro articolo Bonus energia: a chi spetta e come richiederlo.

Non rientrate tra i potenziali beneficiari del bonus? Potete comunque risparmiare sulle bolletta passando al mercato libero della luce e il gas, e risparmiando fino a 160 euro all’anno. Per conoscere le proposte più convenienti potete usufruire gratuitamente dello strumento di comparazione di offerte energia elettrica e gas, reperibile cliccando sul link qui sotto:

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