E se il futuro dell’energia passasse dalle auto elettriche?

Secondo ricerche dell’Università del Delaware, in un futuro molto prossimo le vetture elettriche potranno diventare delle comode riserve per i momenti di deficit energetico.

Il logo di Tesla Motors
Tesla

Il 2013 è stato un anno importante per le auto elettriche: Tesla Motors, la compagnia fondata dall’imprenditore sudafricano Elon Musk (già ideatore di PayPal, il più diffuso sistema di pagamenti online), ha finalmente fatto registrare i suoi primi profitti dopo dieci anni, e per il 2014 il nuovo “Model X” dovrebbe finalmente fare la sua comparsa sulle strade statunitensi.

Parallelamente sono in arrivo le nuove proposte di Fiat (con la 500e), Chevrolet, Honda, Toyota, Ford: auto destinate soprattutto al mercato americano e specialmente californiano, visto che lo stato dell’Ovest è all’avanguardia per il numero di stazioni di rifornimento elettrico e una recente legge approvata dal Consiglio Comunale di Palo Alto ha addirittura reso obbligatorio per le nuove case di essere compatibili con le vetture elettriche. Ma c’è da scommettere che qualcosa si stia muovendo anche per l’Europa, soprattutto da quando una ricerca ha dimostrato che le auto elettriche possono essere non soltanto un ottimo esempio di uso efficiente dell’energia, ma addirittura produrla.
Confronta offerte energia elettrica
Secondo l’Università del Delaware, infatti, le nuove tecnologie permetteranno un uso più efficiente dell’energia, trasformando le vetture in vere e proprie riserve: in sostanza, i fornitori pagherebbero i proprietari di auto elettriche per ospitare energia nelle loro batterie quando la rete ha un surplus per poi riprenderla nei momenti di deficit.

Considerando che la maggior parte delle auto passa gran parte del suo tempo parcheggiata, si avrebbero così a disposizione migliaia di piccole «banche» in grado di stabilizzare il fabbisogno energetico locale. Un’ipotesi affascinante, che per ora è stata testata su alcune Mini Cooper di test e che in futuro potrebbe essere estesa anche al settore consumer.

Commenti Facebook: