Droni a energia solare: il prossimo acquisto di Facebook?

Dopo aver speso  19 miliardi di dollari per acquisire WhatsApp, pare che Facebook abbia intenzione di fare un’altra piccola spesa. Secondo quanto riferisce il portale americano TechCrunch, Zuckerberg sarebbe pronto ad acquistare Titan Aerospace, una compagnia di Washington con divisione R&D in New Mexico che produce droni ad energia solare, capaci di volare autonomamente per 5 anni. L’affare si chiuderebbe a “soli” 60 milioni di dollari.

Progetto Facebook per l'internet "everywhere" con i droni solari
Progetto Facebook per l'internet "everywhere" con i droni solari

Pare che il recente acquisto di WhatsApp da parte di Facebook sia legato ad un nuovo affare che a breve si potrebbe chiudere nella Silicon Valley. In particolare, Zuckerberg vorrebbe acquistare Titan Aerospace, un’azienda americana del settore R&D che produce droni ad energia solare.

Questi droni sarebbero capaci di volare in autonomia per 5 anni, ed eseguire le operazioni di un satellite orbitale, ma con il doppio vantaggio di un minor costo e una maggiore versatilità. I droni, su cui si parla sempre di più, possono avere funzioni di monitoraggio ambientale, azioni di ripristino in caso di disastri, foto satellitari e infine comunicazione: su quest’ultima logicamente potrebbe essere interessata Facebook.

Secondo quanto riferito dagli specialisti, la compagnia di Zuckerberg potrebbe utilizzare i droni per portare Internet alle regioni dove ancora non esiste, ovvero 2/3 del Pianeta. Per questo motivo, è molto probabile che quest’acquisizione formerebbe parte del progetto Internet.org, su cui Zuckerberg ha parlato settimana scorsa nell’ambito del Mobile World Congress (leggi MWC 2014, Zuckerberg parla di WhatsApp).

All’iniziativa Internet.org, ricordiamo, partecipano Facebook, Ericsson, Nokia, Qualcomm ed altri. La prima destinazione dei droni ad energia solare potrebbe essere Africa. Un progetto simile, infine, è in questo momento condotto da Google (Project Loon) che però utilizza palloni aerostatici per diminuire il digitale divide e non droni.

 

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