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Disdetta assicurazione auto

Andiamo subito al cuore della questione: è in corso il mio contratto una Rc auto o moto; quali obblighi di comunicazione ho quando voglio abbandonare la mia attuale Assicurazione? La risposta è semplice: nessun obbligo. È così da più di un anno.

Disdetta assicurazione auto

Lo spartiacque del 2013

Dal 1° gennaio 2013, se intendete cambiare impresa, non avete più l’obbligo di comunicare la disdetta. Alla scadenza annuale del contratto Rc auto, pertanto, sarete liberi di rinnovarlo con la stessa Compagnia; oppure di stipulare una nuova polizza con un’altra impresa assicurativa. Lo dice il decreto legge numero 179 del 18 ottobre 2012, poi convertito nella legge numero 221 del 17 dicembre 2012.

Questa legge ha abolito per i contratti Rc auto la clausola di tacito rinnovo: dal 1° gennaio 2013, le polizze Rca esauriscono i loro effetti alla scadenza annuale. L’impresa deve, tuttavia, garantire le coperture almeno per i successivi 15 giorni (conservazione per legge del “periodo di tolleranza”). È una specie di “periodo cuscinetto”, che offre una garanzia in più al cliente smemorato.

In due parole, le Compagnie non richiedono più la disdetta dell’assicurazione auto: per disdire il contratto, basta far scadere la polizza attiva.

Pro memoria obbligatorio

Sono invece le assicurazioni ad avere un obbligo preciso: l’impresa, in ogni caso, è tenuta ad avvisare il contraente della scadenza del contratto, con preavviso di almeno 30 giorni.

Nei contratti con clausola di rinnovo tacito in corso di validità alla data del 1° gennaio 2013, le imprese hanno l’obbligo di comunicare per iscritto ai contraenti la perdita di efficacia delle stesse clausole di rinnovo.

Dovete dirlo, chiaro e tondo

Per la stipula di un nuovo contratto Rc auto è quindi necessaria una nuova manifestazione di volontà, presso la stessa o una diversa impresa assicurativa.

Per rinnovare la polizza con la Compagnia con cui siete attualmente assicurati, dovete fornire il vostro consenso esplicito. Altrimenti, senza consenso, potete scegliere di assicurarvi con un’altra impresa senza fornire nessuna disdetta.

Se volete restare presso la attuale Assicurazione, lo direte all’agente, e scatterà il rinnovo. Altrimenti, il contratto finisce da sé, e siete liberi di cercare un’altra Compagnia.

Regolatevi in base alla tariffa

La Compagnia deve trasmettere al contraente una comunicazione scritta contenente informazioni sul premio Rc auto per la nuova annualità: deve farlo almeno 30 giorni prima della scadenza annuale del contratto.

Questa comunicazione vi deve arrivare assieme all’avviso della scadenza del contratto Rc auto e all’attestato di rischio: la Compagnia potrà fornire direttamente il dettaglio delle singole componenti della variazione del premio rispetto all’annualità precedente.

Quindi, la Compagnia illustrerà la variazione tariffaria, per il cambio della classe di merito. In alternativa, per avere maggiori delucidazioni, potrete rivolgersi all’agente/punto vendita/call center, i quali sono tenuti a fornirvi le informazioni.

È del tutto inutile polemizzare in caso di rialzo tariffario. Se la vostra attuale Compagnie vi delude, esistono i preventivatori online che in un batter d’occhio vi offrono la panoramica completa: tradite la vostra vecchia Assicurazione, sceglietene un’altra che vada a premiare la vostra classe di merito.

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In particolare, se siete guidatori virtuosi, in prima classe di merito, e non causate mai sinistri, cercate un’altra Compagnia contando sul vostro curriculum d’oro.

La logica che c’è alla base della legge (niente tacito rinnovo) è proprio questa: favorire la mobilità degli assicurati. Far sì che l’automobilista e il motociclista si mettano a caccia, più facilmente, di Rca nuove.

Con l’attestato

Ovviamente, dovrete presentarvi alla nuova Compagnia con in mano l’attestato di rischio. Su questo fondamentale documento, è scritto che tipo di guidatore siete: in quale classe di merito, quanti sinistri avete causato.

Dopodiché, la nuova Assicurazione vi assegnerà la classe di merito universale (identica per tutte le ottanta Compagnie esistenti sul mercato), e la classe interna: questa viene decisa liberamente da ogni singola impresa.

Mai confondersi: sono guai

Finora, abbiamo parlato solo di Rc auto. Che è la polizza assicurativa obbligatoria per legge, quella che risarcisce i danni ai terzi.

Altra e ben distinta cosa sono le polizze accessorie: facoltative sia per voi sia per le Compagnie: furto e incendio, atti vandalici, tutela giudiziaria, assistenza. Sono polizze oggetto di tariffazione e tassazione separate dalla Rca auto, anche se solitamente prestate assieme a questa.

Occhio: per tali garanzie, pur se sottoscritte in abbinamento con la polizza Rca auto, non opera il divieto di tacito rinnovo: dovete controllare l’eventuale presenza della clausola di tacito rinnovo. È presente? Allora, per rinnovare la polizza accessoria, non dovrete fare nulla: si rinnova da sé, in automatico. Invece, per troncare, servirà dare disdetta scritta delle coperture accessorie nei termini e secondo le modalità previste dal contratto.

La splendida rivoluzione

Ma le sigle della Carta di Bologna, capitanate da Davide Galli (Federcarrozzieri), vanno ancora più in là. Con un disegno legge Rc auto, propongono che l’assicurato possa abbandonare la Compagnia in qualsiasi momento.

Proprio come avviene nel mondo dei telefonini. Appena ci si stufa della vecchia Assicurazione, magari perché ci ha trattato male in materia di risarcimenti da sinistro, o perché abbiamo scoperto una Compagnie che ci offre una tariffa Rc auto più bassa, possiamo salutarla.

Andare in fuga per risparmiare: una grandiosa rivoluzione a favore dell’automobilista e del motociclista, quella della Carta di Bologna, che stimola la concorrenza. Contrapponendosi frontalmente al disegno di legge Zanonato, che spinge affinché il danneggiato cada sempre fra le braccia dell’Assicurazione.

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