Dimissioni online: modalità e tempistiche

Quali sono le novità 2016 introdotte dal Jobs Act? Per arginare il fenomeno delle dimissioni in bianco il Governo ha dettato nuove norme in tema di licenziamento, a partire dall’introduzione delle dimissioni online. Modalità e tempistiche sono dettate dal decreto 151 di attuazione: ecco cosa cambia nella risoluzione del rapporto di lavoro.

Jobs Act e licenziamento. Tutte le novità 2016

Le dimissioni in bianco sono una triste prassi che va avanti da anni: il datore di lavoro fa firmare false dimissioni volontarie al momento dell’assunzione per evitare cause legali, impedendo al lavoratore di richiedere l’indennità di disoccupazione. Per sradicare il fenomeno, il Parlamento ha introdotto le dismissioni online, con modalità e tempistiche che ostacolano i comportamenti scorretti riguardo al licenziamento.

Dimissioni online: stop al licenziamento in bianco

Qualcosa si muove in ambito tutela dei lavoratori: per salvaguardarne i diritti il Governo ha dettato con il decreto 151 di attuazione del Jobs Act una riforma “telematica” che disciplina modalità e tempistiche delle nuove dimissioni online. Stop al licenziamento “in bianco”: la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dovrà essere comunicata, pena l’inefficacia, esclusivamente con modalità telematiche, con utilizzo dei moduli predisposti dal Ministero del Lavoro. La procedura è entrata in vigore il 13 marzo 2016 seguita da una circolare esplicativa comprensiva di video tutorial.
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Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro, auspica in un Italia migliore, dove le dimissioni in bianco rimangono un lontano ricordo. Non ci saranno più lettere firmate senza conoscere il momento della sottoscrizione, che hanno costretto migliaia di lavoratori a ricorrere a prestiti in assenza dei presupposti per l’indennità di disoccupazione. Quella del licenziamento in bianco – come afferma il Ministro- è una pratica “indecente”, che con la nuova legge si chiude in modo definitivo. La prassi aveva colpito soprattutto le donne, obbligate a firmare le dimissioni in caso di maternità. Le dimissioni online sono una prova di civiltà: ecco come funzionano.
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Modalità e tempistiche

Le nuove dimissioni online si applicano al recesso unilaterale del dipendente e ai casi di risoluzione consensuale in ogni tipo di contratto di lavoro del settore privato (a tempo determinato, indeterminato etc etc…, con le eccezioni specificate di seguito). Il modulo può essere compilato online seguendo le indicazioni riportate sul sito del Ministero del Lavoro e, una volta inoltrato munendosi del pin dispositivo dell’INPS, sarà possibile cambiare idea – cioè recedere dalle dimissioni- entro sette giorni lavorativi, ritirando la richiesta sempre in modalità telematica. Le dimissioni online non sono applicabili all’impiego pubblico, al marittimo, al lavoro domestico e alle  lavoratrici in gravidanza o nei primi tre anni di vita del bambino per le quali bisognerà recarsi presso le direzioni generali del lavoro competenti.

Le proteste delle imprese non sono tardate. Le associazioni di rappresentanza lamentano la farraginosità del procedimento e la possibilità di truffe in danno al datore di lavoro. E’ possibile che il lavoratore, pur non inviando il modulo di licenziamento online, non si rechi a lavoro e si renda irreperibile costringendo l’azienda a procedere con il licenziamento disciplinare. La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha stimato che il 5% dell’1,4 milioni di dimissioni volontarie in un anno rappresentano truffe (70mila casi circa). Il sistema fino ad oggi prevedeva che nei casi di assenza prolungata dal posto di lavoro senza giustificato motivo, il datore doveva inviare una raccomandata a/r e, decorsi 7 giorni senza riscontro, poteva convalidare la risoluzione del rapporto anche senza licenziamento formale.
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