Digitale, satellitare, online: tutti i modi per guardare la televisione

Un tempo di televisione ce n’era una sola, concettualmente molto semplice: tre canali nazionali pubblici, tre canali Mediaset e un numero imprecisato di emittenti più o meno locali. Poi l’offerta ha cominciato a diversificarsi con pay-tv, televisione via satellite e, in ultimo, lo streaming: un panorama molto più vario e in grado di offrire contenuti per tutti i gusti a ciascun tipo d’utente, ma anche un labirinto dove orientarsi, per i non addetti ai lavori, può essere difficile.

Televisione-on-demand
Tante modalità diverse di trasmissione e ricezione dei contenuti, aspettando Netflix

Vediamo quali sono le modalità più diffuse per la fruizione dei programmi televisivi.

Digitale

Con l’abbandono della televisione analogica, oggi siamo pienamente nell’era del digitale terrestre, o TDT/DTT. In Italia il passaggio al digitale terrestre inizia con la legge Gasparri del 2004, con switch-off, ovvero conversione dall’uno all’altro sistema, previsto prima nel 2006 e poi nel 2008. Nel luglio 2012 il passaggio poteva dirsi davvero concluso.

Rispetto alla televisione analogica terrestre, i vantaggi del digitale sono molti, anche se è stato necessario adeguare i televisori o comprare nuovi decoder. Per prima cosa, il segnale digitale è praticamente immune a disturbi di lieve entità; ci sono molti più canali disponibili, grazie alla compressione dei dati; è possibile anche veicolare contenuti audio e video in formato 16:9 e con qualità complessiva molto simile a quella di un dvd. Fra le altre possibilità, la trasmissione in audio multiplo (e quindi l’opportunità di passare da una lingua all’altra, se il programma lo prevede) e l’alta definizione.

Il maggior numero di dati che è possibile trasmettere con il digitale ha anche aumentato molto l’interattività con il televisore, che ora può essere “pilotato” dall’utente per arrivare ai contenuti desiderati. Attraverso il digitale terrestre si può anche attivare l’accesso a piattaforme televisive come Mediaset Premium, principale operatore televisivo privato attivo in Italia nella televisione terrestre.

Satellitare

La televisione satellitare in Italia esiste dal 1990, con le prime trasmissioni dal satellite Olympus 1 (RaiSat). Il grande boom c’è stato negli anni successivi grazie a Tele+ e Stream prima, e poi, dal 2003, SKY Italia, nata dalla fusione di queste due. Per ricevere la televisione satellitare è necessaria un’antenna parabolica, che permette una ricezione perfetta anche in zone montuose o dovunque la televisione terrestre non permetta una ricezione perfetta (non dev’esserci però alcun tipo di ostacolo tra antenna e trasmettitore).

Oggi Sky viene diffusa agli utenti da tre satelliti del gruppo Eutelsat Communications e attraverso la piattaforma IPTV di Telecom Italia. L’offerta televisiva di Sky oggi è composta da oltre 180 canali tematici e 40 canali premium tra cinema, sport e calcio. Vengono offerti inoltre una trentina canali Pay-per-view di cinema e spettacolo, anche in alta definizione, alcuni canali opzionali a sottoscrizione separata e il canale Sky 3D, anch’esso a sottoscrizione separata.

L’offerta include anche 70 canali in alta definizione, inclusi nei vari pacchetti di competenza.

Online

La televisione online o Internet television è l’ultima arrivata in Italia, anche a causa delle necessità tecnologiche. Si divide in Web television e, distinta da questa per la maggior qualità garantita, IPTV (le quattro offerte italiane sono Sky OnlineIPTV di Telecom Italia, Premium Play di Mediaset e Infinity). La modalità di trasmissione della televisione online è lo streaming, attraverso siti internet (per la web tv) o piattaforme appositamente create, cioè il flusso di dati audio/video trasmessi da una sorgente a varie destinazioni grazie a un rete telematica. Per questo motivo è necessario avere una connessione internet a banda larga, e la qualità massima dei contenuti che si possono ricevere è legata a doppio filo con la capacità della connessione stessa.

Nel mondo attualmente le Internet tv si stanno diffondendo a macchia d’olio, grazie a modelli on demand estremamente vantaggiosi che richiedono abbonamenti minimi o addirittura prevedono l’acquisto del singolo programma: Netflix, il cui sbarco in Italia è previsto nei prossimi mesi, è tra i più diffusi sistemi a livello mondiale.
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