Dichiarazione sostitutiva di certificazione: ecco il nuovo modello autocertificazione da scaricare per la fase 2

Prende il via oggi lunedì 4 maggio l’attesa “fase 2” dell’emergenza Coronavirus. Circa 4 milioni di persone torneranno a lavoro a partire da questa settimana e ci sarà la possibilità di rientrare nel comune dove si ha la residenza per tutti i cittadini rimasti bloccati in un’altra regione prima del lockdown. Con l’inizio della “fase 2” è disponibile il nuovo modello di autocertificazione che può essere scaricato dal sito del Ministero dell’Interno e dovrà essere utilizzato per “giustificare” alcuni spostamenti. 

Prende il via oggi la "fase 2" dell'emergenza

L’Italia entra in una nuova fase dell’emergenza sanitaria. Da oggi, 4 maggio 2020, prende il via la “fase 2” dell’emergenza Coronavirus dopo quasi 2 mesi di lockdown nazionale. Più di quattro milioni di cittadini tornerà al lavoro a partire da oggi e, come previsto dal nuovo decreto governativo, sarà possibile fare visita ai “congiunti” e rientrare presso il proprio comune di residenza da un’altra regione.

Per l’avvio della “fase 2” dell’emergenza sanitaria arriva, puntuale, anche il nuovo modulo di autocertificazione, da compilare e stampare per poter giustificare alcuni spostamenti speciali. Tale modulo non servirà a chi deve recarsi al lavoro (sarà sufficiente esibire un tesserino o una lettera della propria azienda) ma dovrà essere portato con sé per diversi altri spostamenti.

Ecco dove scaricare e come compilare il modulo di autocertificazione per gli spostamenti della “fase 2” dell’emergenza Coronavirus che prende il via a partire da oggi 4 maggio 2020.

Modulo di autocertificazione per la fase 2: dove scaricarlo e quando serve

Il nuovo modulo di autocertificazione per la fase 2 dell’emergenza sanitaria è disponibile, da poche ore, per il download tramite il sito del Ministero dell’Interno. L’auto dichiarazione, così come avveniva con il modulo precedente, è disponibile in versione PDF editabile può essere compilata direttamente online, con tutte le informazioni necessarie, e poi stampata.

Chi ha già stampato molte copie del precedente modulo e non le ha utilizzate tutte può “riciclare” tale documento. Il precedente modulo di autocertificazione, che era valido sino alla giornata di ieri 3 maggio, può essere utilizzato anche durante la “fase 2” con l’accortezza di barrare le voci non più attuali. Ricordiamo, in ogni caso, che il nuovo modulo è già in possesso delle Forze dell’Ordine.

In caso di controlli, i cittadini che non hanno con sé il modulo potranno richiederne una copia e compilarlo sul momento. In questo caso, naturalmente, bisognerà sempre giustificare in modo completo le motivazioni alla base dello spostamento per evitare sanzioni. Come detto, non tutti gli spostamenti richiedono il modulo e, in caso di controlli, saranno le Forze dell’Ordine a valutare la necessità per il cittadino di compilare l’autodichiarazione.

Nel modulo di autocertificazione per la fase 2 vanno sempre indicati tutti i dati personali ed il punto di partenza e di arrivo dello spostamento. Bisogna, inoltre, dichiarare “di non essere sottoposto alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al COVID-19 (fatti salvi gli spostamenti disposti dalle Autorità sanitarie)” e  “di essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio vigenti alla data odierna ed adottate ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legge 25 marzo 2020, n.19, concernenti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone fisiche all’interno di tutto il territorio nazionale”

Naturalmente, sono previste sanzioni per i cittadini che dichiarano informazioni non veritiere e soprattutto per chi i soggetti positivi che violano le norme. L’autocertificazione prevede per il cittadino la necessità di indicare le motivazioni del suo spostamento scegliendo tra le seguenti opzioni:

  • comprovate esigenze lavorative
  • assoluta urgenza
  • situazione di necessità
  • motivi di salute

Successivamente, c’è un campo di testo da riempire aggiungendo tutte le informazioni utili a descrivere le motivazioni del proprio spostamento. In caso di visite mediche o di visite ai congiunti, per la tutela della privacy, non sarà necessario indicare tutti i dettagli. Ad esempio, per le visite ai congiunti non si dovrà indicare l’identità della persona ma solo il grado di parentela.

Ricordiamo che per quanto riguarda i congiunti, in tale definizione rientrano “coniugi, partner conviventi, partner delle unioni civili, persone legate da uno stabile legame affettivo, parenti fino al sesto grado e gli affini fino al quarto grado”. Non rientrano in questa definizione, invece, gli amici che non sono considerati come “affetti stabili”.

E’ importante sottolineare che il modulo va compilato e stampato (oppure stampato e poi compilato a penna) e che non può essere utilizzato in versione digitale, ad esempio scaricandolo e compilandolo sullo smartphone senza procedere con la stampa. In caso di controlli, infatti, andrà presentata una versione cartacea del documento oppure andrà compilato, sul posto, il documento fornito dalle Forze dell’Ordine.

In merito ai controlli e all’autocertificazione, il Governo ha chiarito che “La giustificazione di tutti gli spostamenti ammessi, in caso di eventuali controlli, può essere fornita nelle forme e con le modalità consentite. La giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata”

Spostamenti fuori regione e seconde case

Con l’avvio della “fase 2” dell’emergenza i cittadini potranno spostarsi all’interno della regione di residenza. Restano fermi gli spostamenti fuori regione con le sole eccezioni relative a questioni lavorative o di salute. Per questi spostamenti, è necessario avere con sé il modulo di autocertificazione da compilare specificando tutti i dettagli degli spostamenti.

Per gli spostamenti fuori regione, inoltre, viene garantita la possibilità di fare rientro presso il proprio domicilio ma senza la possibilità di tornare indietro (al netto dei già chiariti casi di emergenza legati a motivi di salute o lavoro). E’ importante sottolineare, inoltre, che i cittadini che fanno rientro nella propria regione potrebbero dover affrontare un periodo di quarantena di 14 giorni. 

Alcune regioni, come la Campana, la Basilicata e la Sicilia, hanno fissato l’obbligo di quarantena per tutti i cittadini che rientrano da un’altra regione. Saranno effettuati controlli alle stazioni, agli aeroporti e lungo le autostrade e sarà necessario avere con sé l’autocertificazione con tutte le informazioni necessarie a “giustificare” lo spostamento. Per studenti e lavoratori fuori sede c’è, quindi, l’ok al rientro presso il proprio domicilio ma non ci sarà la possibilità (salvo situazioni di emergenza) di tornare indietro sino alla fine delle restrizioni.

Per le Università, c’è la possibilità di svolgere esami e sessioni per tesi di laurea in presenza assicurando tutti gli standard di sicurezza, con il mantenimento del distanziamento sociale e l’utilizzo di mascherine. Gli studenti, quindi, potranno effettuare spostamenti per raggiungere le sedi universitarie. Da notare che arriva l’ok anche per tirocini e attività di laboratorio che in precedenza erano bloccate dalle misure restrittive.

Per quanto riguarda le seconde case, il nuovo decreto governativo non fissa un divieto ma chiarisce che gli spostamenti verso tali abitazioni sono validi esclusivamente per interventi di manutenzione. Lo spostamento verso le seconde case non rientra tra gli spostamenti consentiti (lavoro, visite mediche, assoluta urgenza, visite ai congiunti) e quindi i cittadini non potranno trasferirsi.

Attività motoria e allenamenti

Con la “fase 2” vengono allentante le restrizioni per l’attività motoria e gli allenamenti individuali. Da notare la rimozione del vincolo di prossimità per effettuare tali attività. Sarà consentito spostarsi, anche in auto, per raggiungere aree predisposte per eseguire tali attività mantenendo sempre la distanza di sicurezza e, nel caso, rispettando l’obbligo di utilizzo della mascherina.

Vengono permessi gli allenamenti a porte chiuse per gli sport individuali, per atleti (professionisti e non) dichiarati di interesse nazionale dal Coni. C’è l’ok agli spostamenti anche per gli allenamenti individuali “in spazi pubblici o privati” di atleti di sport di squadra, anche in questo caso rispettando le normative sulla sicurezza.

In linea generale, sono ammesse passeggiate per attività motorie, senza vincoli di orario, con la possibilità di recarsi anche nei parchi che verranno aperti seguendo precise regole per evitare assembramenti e, naturalmente, rispettando tutte le norme di sicurezza legate al contenimento del contagio.

Mascherina obbligatoria

Con la “fase 2” vengono allentante le restrizioni e vengono, quindi, autorizzati un gran numero di spostamenti a partire dalla riapertura di molte attività lavorative che, da questa settimana, coinvolgerà circa 4 milioni di lavoratori. Viene introdotto l’obbligo della mascherina (per tutti gli adulti e per i minori con almeno 6 anni d’età) quando non è possibile mantenere la distanza di sicurezza.

La mascherina è obbligatoria anche per l’accesso ai mezzi pubblici (dove il numero di ingressi sarà limitato al fine di evitare assembramenti), durante le visite ai congiunti e per l’accesso a tutti i negozi. Per l’acquisto di generi alimentari, i clienti dovranno avere mascherina e guanti. Da notare, inoltre, che i lavoratori degli esercizi commerciali saranno obbligati ad utilizzare mascherina e guanti.

In alcune regioni, come ad esempio in Lombardia, c’è l’obbligo di utilizzo della mascherina all’aperto, in qualsiasi condizione. Nei negozi, negli uffici e nelle aziende viene prescritto l’obbligo di installazione di erogatori per il disinfettante. Per maggiori dettagli sull’obbligo delle mascherine è consigliabile consultare le disposizioni previste dalla propria regione di residenza.

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