Digital Detox: un nuovo metodo di disintossicazione

Ci sono tante cose che rendono dipendenti da tante altre cose. Ci sono stati casi nella storia dell’uomo di fissazioni, manie, ossessioni, dipendenze appunto, anche dai tweet e dai like su Facebook ci si può rimanere incollati per sempre. E’ ciò che gli esperti hanno dichiarato negli ultimi mesi, così hanno detto, “Digital Detox”, disintossichiamoci.

Come uscirne vivi...

Se si pensa che il movimento vero e proprio si chiama Digital Detox e nasce in Silicon Valley, la contraddizione, il paradosso e l’aspetto curioso della vicenda si increspa ancora di più. Già, nasce un movimento tutto disintossicante dalla cellula madre che partorisce i suoi ritmi cadenzati, liquidi e assolutamente digitali.

Al Wired Next Fest 2014 di Milano l’intervento di Evgeny Morozov, autore del libro “Internet non salverà il mondo” che al centro di una conferenza sul tema non manca di esprimere il suo “appuntito dubbio” sui veri benefici che quest’ondata di tecnologia arrecherà presumibilmente all’umanità.

Morozov peraltro è già stato autore di diversi saggi “contro questo fenomeno rete“, saggi che sono stati additati come un interessante punto interrogativo verso tutto quest’interesse talvolta estremizzato dai media da ciò che accade nelle lande di quella piccola valle dei miracoli nei dintorni di San Francisco…

Passiamo al punto focale delle tematiche affrontate da Morozov durante il dibattito. Morozov come tutti gli scettici vede la rete come una rete vera e propria. L’iperconnessione fa male, è una delle trappole più lugubri dell’epoca moderna; attratti da vere e proprie esche cadiamo tra le onde magnetiche di piattaforme web che ci propinano prodotti, ci controllano, ci profilano e ci rivendono.

Al di là di ogni possibile giudizio sull’argomentazione, è vero che ciò che viene descritto da Morozov è appunto interpretato secondo movimenti veri e propri di disintossicazione da questo fenomeno, appunto come Digital Detox che non è uno scherzo, è proprio la reazione attiva al paradigma di Morozov.

Privacy e attenzione sono diventate commodity, acquistabili e analizzabili come banali prodotti. Il Digitale del “condividi tutto” non è speranza e bandiera di una possibile rivoluzione industriale, è sì un momento di “esaurimento scorte mentali” che viene applicato, inflitto alla popolazione sempre più globalizzata e connessa.

In pratica per contestualizzare meglio l’accusa rivolta da Morozov, c’è chi, sempre nella valle dei miracoli si è messo a costruire applicazioni e software di disintossicazione da digitale. Paradosso o “boutade”? Ai posteri l’ardua sentenza.

Per un’era Internet mobile che forse va più veloce di ogni considerazione. La tecnologia quando è inutile è diabolica, quando è necessaria è fondamentale per l’uomo, quando si adatta all’uomo ed è utile è perfino perfetta. A meno che come dice Morozov, non sia l’uomo totalmente succube da doversi adattare alla tecnologia stessa…

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