Deposito a risparmio: caratteristiche e possibile convenienza

Una delle forme più tradizionali che gli istituti bancari propongono per il risparmio di privati è senza dubbio il deposito a risparmio. Proposto e utilizzato in particolar modo da privati questa forma si risparmio permette di “parcheggiare” temporaneamente somme di diversa entità consentendo quindi di ponderare bene eventuali investimenti o spese ingenti.

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La forma più classica di deposito a risparmio e anche quella attualmente più diffusa è quella del libretto che può essere nominativo o al portatore. Il primo prevede che vengano riportate le generalità di una o più persone al suo interno che sono le uniche persone fisiche che possono operare su di esso mentre il secondo prevede l’esercizio di tutte le operazioni da parte di chi si presenta allo sportello con il documento cartaceo. La sostanziale differenza tra le due tipologie è che il primo non ha particolari vincoli relativi alle somme depositate mentre il secondo prevede che non si debba superare la soglia dei 1.000 euro.

Un’altra caratteristica peculiare del deposito a risparmio è quella del vincolo temporale a cui possono sottostare le somme che permette di accedere a tassi di interesse vantaggiosi in base alla lunghezza dello stesso.

Oltre al libretto di risparmio negli ultimi anni si è diffuso in modo capillare anche il conto deposito le cui funzioni sono le medesime, ossia parcheggiare le proprie somme a tassi vantaggiosi vincolandole per determinati archi temporali.

Ma quali sono le principali differenze tra le due tipologie di deposito a risparmio?

Essenzialmente entrambi i prodotti sono molto convenienti e senza dubbio rappresentano le due forme di risparmio più redditizie. Le differenze sono però sostanziali quando si vanno ad analizzare le funzionalità e le possibilità di gestione da parte del titolare e le modalità con cui queste possono avvenire. Altre differenze si possono ritrovare nell’ambito della praticità e dei costi di gestione nonché nelle operazioni possibili.

In comune questi due prodotti hanno i costi di apertura nella maggior parte dei casi pari a zero e le garanzie che si rifanno alla Cassa Depositi e Prestiti (nel caso di libretti postali) e Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per i conti deposito e libretti di risparmio bancari (che tutela i risparmiatori fino a 100mila euro di deposito).

Il conto deposito è a tutti gli effetti un conto online quindi richiede una determinata consapevolezza nell’utilizzo degli strumenti informatici da parte del titolare che in questo modo può controllare tutte le operazioni direttamente dal proprio pc. Fondamentale è quindi una connessione internet che permetta di accedere ai sistemi di riferimento ed effettuare le operazioni. Il libretto di risparmio invece viene rilasciato solo su supporto cartaceo la sua gestione e la movimentazione di fondi prevede quindi che ci si debba recare allo sportello con tutti i vincoli che questo impone, ossia luogo e orario di apertura.

Le operazioni che si possono effettuare sui due prodotti sono generalmente più limitate di quelle concesse da un conto corrente anche se con sostanziali differenze. Il conto deposito permette infatti tre tipologie di operazioni ossia deposito di somme, prelievo di somme e vincolo delle stesse. Il libretto di risparmio sotto questo punto di vista è leggermente più elastico permettendo l’accredito di stipendi e pensioni e in alcuni casi, in base all’istituto di riferimento, l’erogazione di una carta bancomat o la sottoscrizione di buoni fruttiferi postali (solo nel caso di libretti postali).

Analizzati tutti questi aspetti pratici senza dubbio la caratteristica che più può influire nella scelta di uno o l’altro è il tasso di interesse. I libretti bancari o postali infatti in molti casi hanno dei tassi di interesse che poco hanno a che fare con quelli proposti da conti deposito sia all’interno di promozioni che al di fuori.

I conti deposito infatti hanno dei tassi davvero vantaggiosi soprattutto in base al vincolo che possono superare anche il 4% (tasso lordo). Un rapido sguardo allo strumento di comparazione offerto da SOS Tariffe può fornire una panoramica molto realistica delle proposte disponibili. I libretti di risparmio al contrario poche volte hanno tassi di interesse che superano il 2% http://www.sostariffe.it/conto-deposito/diventando quindi un’alternativa poco redditizia e ricca di vincoli.

L’imposta di bollo

Come abbiamo più volte avuto modo di trattare all’interno di SOS Tariffe una caratteristica che ha intaccato i vantaggi derivanti dalla sottoscrizione di un conto deposito è stata l’introduzione a gennaio 2013 dell’imposta di bollo maggiorata del 50%. Questa imposta, che fino a fine 2012 era stata del 0,10% attraverso il decreto legge emanato dal Governo Monti lo scorso febbraio (esattamente il decreto Salva Italia), è divenuta dello 0,15% con un importo minimo annuo di 34,20 euro e con l’eliminazione del tetto massimo di 1.200 euro.

Nonostante questa ulteriore tassazione il conto deposito rimane però uno degli strumenti di risparmio senza dubbio più vantaggiosi che permette di avere un tasso di interesse redditizio anche per vincoli qualche mese.

 

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