Decreto Ristori BIS: i codici ateco che riceveranno i contributi

Il Governo ha pubblicato il Decreto Ristori Bis, in questo documento sono state ampliate le categorie di attività che avranno diritto ai contributi a fondo perduto per affrontare la crisi economica provocata dal Covid-19. Ecco quali sono le novità introdotte dal nuovo provvedimento e i codici Ateco a cui andranno gli aiuti

Decreto Ristori BIS: i codici ateco che riceveranno i contributi

Il 9 Novembre 2020 è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto Ristori Bis, questo provvedimento ha introdotto una nuova serie di misure per sostenere le imprese e le famiglie colpite dalle chiusure per contenere il contagio da Covid-19.  Il precedente Decreto del 3 Novembre ha infatti istituito un sistema di zone di criticità sul territorio nazionale (giallo, arancione e rosso) che impongono delle restrizioni in base al livello di andamento dei contagi, al numero dei posti letto nelle strutture sanitarie e una serie di altri fattori.

Nello stesso provvedimento sono stati anche previsti dei sostegni economici per le attività che saranno costrette a chiudere fino a che l’indice di pericolosità nella Regione non torna ad un livello ritenuto non pericoloso. Le zone rosse istituite fino a 15 Novembre sono:

  • Valle d’Aosta
  • Piemonte
  • Calabria
  • Lombardia
  • Bolzano
  • Campania
  • Toscana

Zone di criticità e scuola

In Calabria e Campania i governatori hanno anche disposto la chiusura delle scuole e il passaggio alla didattica a distanza per tutti gli ordini e i gradi. Il ministero dell’Istruzione e il Governo nelle altre Regioni mantengono invece valida la didattica in presenza per le scuole elementari e per le scuole medie.

Le disposizioni sono differenti a secondo che ci si trovi in una zona gialla o arancione con particolari ordinanze regionali. In Umbria, per esempio, gli alunni di scuola media devono seguire le lezioni da remoto. In Emilia Romagna, Veneto e Friuli è stato deciso che nelle scuole primarie e secondarie di primo grado non potranno svolgersi le lezioni di educazione fisica, canto e l’insegnamento di strumenti a fiato.

Le misure di sostegno in zona rossa

Il Decreto Ristori Bis prevede dunque che siano rinnovati e potenziati i contributi a fondo perduto, ma amplia la platea delle imprese che hanno diritto a richiederli. A breve analizzeremo la nuova tabella con i codici Ateco introdotti dalla nuova legge. Gli altri provvedimenti decisi dal DPCM del 9 Novembre sono:

  • proroga del termine di versamento del secondo acconto IVA per soggetti che rispettano gli indici di affidabilità fiscale
  • sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali per i datori di lavoro privati con sede operativa nei territori interessati dalle nuove misure restrittive
  • anche per le aziende chiuse nelle zone rosse, cancellazione della rata IMU di dicembre per i proprietari e i gestori di locali
  • per le imprese e le attività colpite nelle zone rosse, credito d’imposta cedibile al 60% per gli affitti commerciali dei tre mesi di ottobre, novembre e dicembre
  • congedo straordinario per i genitori in caso di chiusura delle scuole secondarie di primo grado
  • bonus baby sitter nelle regioni in zona rossa per famiglie con minori fino a 12 anni o con figli disabili

La Cassa integrazione ordinaria e straordinaria in deroga sono state prorogate e le domande possono essere inviate fino al 15 Novembre. Entro quella data sono da trasmettere anche i dati necessari al pagamento dei lavoratori.

Congedi parentali e bonus tata

Per quanto riguarda il bonus baby sitter e il congedo straordinario sono previsti indennizzi per coloro che si trovano nelle zone a maggior rischio. Il contributo per l’assunzione di tate per poter badare ai figli minori di 12 anni può essere al massimo di 1000 euro ed è destinato alle categorie di lavoratori costretti a continuare l’attività in presenza.

In particolare, le somme maggiori andranno agli operatori sanitari e delle forze dell’ordine che dovranno garantire la sicurezza e la salute dei cittadini. Per poter accedere a questi contributi si dovrà essere in possesso del PIN dell’INPS e il voucher potrà essere utilizzato solo per pagare la collaboratrice regolarmente iscritta all’Istituto di Previdenza.

Il congedo parentale Covid-19 potrà essere richiesto invece in caso di sospensione della didattica in presenza delle scuole secondarie di primo grado da entrambi i genitori ma in tempi diversi. I lavoratori dipendenti potranno ottenere questa agevolazione se “la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile”. Chi richiede questa misura otterrà un’indennità pari al 50% della retribuzione solita.

Entrambe le misure possono essere chieste da genitori con figli minori di 12 anni o con disabilità gravi. Per quanto riguarda i figli disabili sarà necessario dimostrare che il minore frequenti un cento diurno assistenziale o presentare un attesto di frequenza scolastica.

Per i lavoratori del Terzo settore è anche stato istituito un Fondo straordinario di 70 milioni di euro per il 2021, si attendono maggiori dettagli su come saranno distribuiti questi aiuti.

Contributi a fondo perduto, chi ne ha diritto

Gli indennizzi a fondo perduto per sostenere la attività chiuse a causa dell’emergenza sanitaria saranno accreditati direttamente sui conti correnti degli imprenditori. Saranno maggiorati,  gli indennizzi andranno dal 200% per i negozi e le altre imprese costrette ad abbassare le serrande in zona rossa. I ristori per gelaterie, bar, alberghi e pasticcerie passeranno dal 150% del precedente DPCM al 200% di questo provvedimento.

Per aiutare ulteriormente coloro che mandano avanti attività economiche è previsto l’esonero contributivo per novembre di un preciso elenco di attività Ateco nelle aree individuate come di maggior criticità.

La lista completa di categorie di imprese per cui sono previste i fondi del Decreto Ristori bis include:

  • attività di ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto
  • gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone
  • attività delle lavanderie industriali, traduzione e interpretariato, musei, bus turistici

I codici Ateco di riferimento sono:

  • 47.19.10 – Grandi magazzini
  • 47.19.90 – Empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non alimentari
  • 47.51.10 – Commercio al dettaglio di tessuti per l’abbigliamento, l’arredamento e di biancheria per la casa
  • 47.54.00 – Commercio al dettaglio di elettrodomestici in esercizi specializzati
  • 47.71.10 – Commercio al dettaglio di confezioni per adulti
  • 47.81.01 – Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ortofrutticoli
  • 47.82.02 – Commercio al dettaglio ambulante di calzature e pelletterie
  • 47.89.01 – Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
  • 55.10.00 – Alberghi
  • 56.10.30 – Gelaterie e pasticcerie
  • 56.10.41 – Ambulanti alimentari
  • 56.30.00 – Bar e altri esercizi simili senza cucina
  • 96.02.02 – Servizi degli istituti di bellezza
  • 96.02.03 – Servizi di manicure e pedicure
  • 96.09.02 – Attività di tatuaggio e piercing
  • 96.09.04 – Servizi di cura degli animali da compagnia (esclusi i servizi veterinari)
  • 96.09.09 – Altre attività di servizi per la persona

Per ottenere il contributo statale è richiesto il domicilio fiscale o sede operativa in Italia sarà anche necessario dimostrare un calo del fatturato.

Cali fatturato autonomi, i  requisiti

I liberi professionisti dovranno aver aperto la partita IVA prima del 25 Ottobre 2020 e dovranno dimostrare che l’attività svolta da autonomo è quella prevalente. Ovviamente la partita Iva dovrà essere iscritta ad una dei settori previsti dal Decreto e l’indirizzo di fatturazione deve far riferimento ad una delle Regioni o delle province in zona rossa.

Potranno ricevere gli aiuti quelle attività che hanno perso parte del proprio fatturato. In particolare, il Decreto richiama quanto previsto nel DPCM Rilancio: “l’indennizzo spetta se l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2020 è inferiore ai due terzi di quello realizzato nello stesso mese dell’anno precedente (occorre far riferimento alla data di effettuazione delle operazioni) ovvero, per chi ha attivato la partita Iva dal 1° gennaio 2019, anche in assenza di tale condizione”

L’accredito nei nuovi contributi sarà automatico per chi ha già ricevuto gli aiuti per i primi tre mesi di lockdown. I bonifici sono già stati inviati sui conti correnti bancari e postali segnalati all’Agenzia delle Entrate. Per coloro che non avevano percepito il precedente contributo sarà necessario inviare l’apposita domanda di indennizzo.

Confartigianato chiede l’introduzioni di altri codici Ateco

Fatto il DPCM iniziano le proteste, era già successo anche con i precedenti decreti. Ad esempio, la Confartigianato ha presentato diversi emendamenti al documento approdato al Senato. Tra le richieste di questa associazione di imprenditori e artigiani c’è quella di inserire altre attività non considerate dai precedenti decreti. Per esempio nei comunicati si legge che la Confartigianato ligure ha proposto di inserire le imprese operanti nel settore delle fiere, degli eventi e del wedding.

Nella lettera inviata da questa organizzazione viene anche sottolineata la necessità: “di riconoscere la non imponibilità ai fini delle imposte dirette e IRAP di tutti i contributi e indennità, da chiunque erogati, in relazione all’emergenza epidemiologica da Covid-19 a favore di imprese e lavoratori autonomi. Per la parte del lavoro, si chiede invece di escludere dal divieto i licenziamenti intimati, nel settore delle costruzioni edili, per completamento delle attività e chiusura del cantiere”.

La proposta dell’organizzazione, che racchiude le imprese artigiane e le micro e piccole attività, è di inserire anche i seguenti codici Ateco tra quelli aventi diritto al contributo statale a fondo perduto:

  • 14.13.20 – Sartoria e confezioni su misura di abbigliamento (limitatamente al confezionamento di abiti da sposa, da cerimonia e da sera)
  • 59.11 – Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi
  • 74.20.20 – Laboratori fotografici per lo sviluppo e la stampa
  • 18.1 – Stampa e servizi connessi alla stampa
  • 18.2 – Riproduzione di supporti registrati
  • 74.10 – Attività di design specializzate
  • 70.21.00 – pubbliche relazioni e comunicazioni,
  • 96.01.20 – le lavanderie professionali

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