Decreto Bersani: gli utenti non sono tutelati

I gestori telefonici nel 2007 si erano lamentati del decreto Bersani, che impediva loro di chiedere penali agli utenti che recedevano dal contratto.

E’ stato trovato il modo di farle pagare lo stesso, addebitandole come costi di disattivazione: infatti il decreto Bersani prevede per il cliente la possibilità di poter recedere dal contratto in qualsiasi momento, senza pagare penali, ma al massimo i costi di disattivazione.

L’AGCOM ha precisato che i costi di disattivazione devono dimostrarsi correlati agli effettivi costi che l’operatore sostiene, mentre per le procedure di portabilità del numero, questi costi non dovrebbero essere applicati perchè non giustificabili, è in questo caso il nuovo operatore che si accolla il processo di trasferimento.

Invece l’utente continua a vedersi recapitare messaggi come: “Le è stato addebitato correttamente il costo di disattivazione in quanto la richiesta di disdetta è pervenuta da altro gestore e non rientra nei termini contrattuali.”

Se quindi la richiesta proviene da un altro operatore e non è il consumatore a farla direttamente, vengono applicati i costi in quanto il decreto tutela solo le disdetta dirette e non intermediate dal gestore.

L’assurdo è che perfino quando è l’operatore stesso a non rispettare il contratto, per esempio nei casi in cui la linea Adsl non funziona oppure se si rimanesse senza telefono per settimane, l’utente dovrà pagare penali in caso di recesso.

Il consiglio per gli utenti è di contestare ogni provvedimento illegittimo, e di richiedere il risarcimento dei danni.

elefonici nel 2007 si erano lamentati del decreto Bersani, che impediva loro di chiedere penali agli utenti che recedevano dal contratto.

E’ stato trovato il modo di farle pagare lo stesso, addebitandole come costi di disattivazione: infatti il decreto Bersani prevede per il cliente la possibilità di poter recedere dal contratto in qualsiasi momento, senza pagare penali, ma al massimo i costi di disattivazione.

L’AGCOM ha precisato che i costi di disattivazione devono dimostrarsi correlati agli effettivi costi che l’operatore sostiene, mentre per le procedure di portabilità del numero, questi costi non dovrebbero essere applicati perchè non giustificabili, è in questo caso il nuovo operatore che si accolla il processo di trasferimento.

Invece l’utente continua a vedersi recapitare messaggi come: “Le è stato addebitato correttamente il costo di disattivazione in quanto la richiesta di disdetta è pervenuta da altro gestore e non rientra nei termini contrattuali.”

Se quindi la richiesta proviene da un altro operatore e non è il consumatore a farla direttamente, vengono applicati i costi in quanto il decreto tutela solo le disdetta dirette e non intermediate dal gestore.

L’assurdo è che perfino quando è l’operatore stesso a non rispettare il contratto, per esempio nei casi in cui la linea Adsl non funziona oppure se si rimanesse senza telefono per settimane, l’utente dovrà pagare penali in caso di recesso.

Il consiglio per gli utenti è di contestare ogni provvedimento illegittimo, e di richiedere il risarcimento dei danni.

Commenti Facebook: