DDL Concorrenza: il cambio provider TLC si farà online

Il nuovo DDL Concorrenza, approvato dalla commissione Industria del Senato, porta una nuova rivoluzione nel mondo delle comunicazioni. Il cambio di provider si farà online ma non sarà sempre gratuito. Ecco tutte le novità che saranno introdotte dal nuovo DDL. 

Ecco tutte le novità introdotte dal nuovo DDL Concorrenza

Un emendamento all’articolo 18 del disegno di legge sulla concorrenza appena approvato dalla commissione Industria del Senato, con prima firma Gianluca Castaldi (M5S), va a mutare gli scenari del cambio provider nel mondo delle telecomunicazioni italiano ed, in particolari, in settori come la telefonia fissa, ADSL e telefono di casa, e telefonia mobile.
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La disdetta di un contratto con una  compagnia telefonica, ad esempio, sarà molto più semplice per il consumatore che potrà affidarsi ad una procedura online senza dover, come accade adesso, inviare un avviso per posta raccomandata all’operatore. Il nuovo DDL, infatti, prevede che gli operatori di telefonia, le reti televisive e di comunicazione elettroniche dovranno garantire al consumatore la possibilità di comunicare con procedura telematica il cambio di gestore o un eventuale recesso.
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Allo snellimento della procedura di cambio provider si accompagnerà però un nuovo esborso per i consumatori che dovranno sostenere una spesa specifica che sarà commisurata ai costi reali che i singoli operatori andranno a sostenere per trasferire o dismettere del tutto il servizio precedentemente erogato. 

La bocciatura del Codacons

Il Codacons ha, di fatto, bocciato questa soluzione che rischia di “danneggiare la concorrenza e disincentivare gli utenti a recedere dai contratti o passare ad altro operatore pur di non affrontare balzelli e costi di recesso“.

Il processo di passaggio da un provider ad un altro, in aggiunta, non appare del tutto chiaro. I “reali costi” sostenuti dall’azienda per dismettere o trasferire un servizio non vengono specificati da alcuna normativa e, quindi, si chiede il Codacons “Chi controllerà le reali spese dell’azienda?” Il rischio di bloccare il mercato, sfavorendo paradossalmente la concorrenza, è quindi concreto. Per i consumatori, infatti, i costi ulteriori per effettuare un cambio provider potrebbero rappresentare un enorme disincentivo.

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