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Cultura digitale grazie ai servizi Internet, la ricetta di Fastweb

In un'intervista a «La Stampa» l'ad di Fastweb, Andrea Calcagno, ha parlato dei progetti dell'azienda e si è espresso sui bisogni e le necessità degli italiani affinché gli obiettivi dell'Agenda digitale possano in futuro davvero dirsi raggiunti.

Cultura digitale grazie ai servizi Internet, la ricetta di Fastweb

Secondo Calcagno non è solo la rete «fisica», i chilometri di fibra che vengono posati, a diffondere la banda ultralarga in Italia; non va infatti sottovalutato l’impatto della “service adoption“, la penetrazione dei servizi internet nelle famiglie per la creazione di cultura digitale. I dati italiani sono ancora ben poco soddisfacenti (una famiglia su due non ha Internet, solo il 15% della popolazione usa attivamente l’e-commerce, i rapporti digitali con la Pubblica amministrazione riguardano solo una frazione dei cittadini) ed è quindi necessario, per Calcagno, «far capire a chi vive senza Internet che il web può migliorare la vita di tutti i giorni» grazie a una collaborazione tra operatori, imprese e istituzioni.

I progetti di Fastweb

Per quanto riguarda i progetti di Fastweb, l’amministratore delegato ha dichiarato che l’azienda ha portato a compimento il 60% del suo progetto, che porterà entro fine anno a coprire il 20% della popolazione italiana grazie alla tecnologia Ftts, per portare la banda ultralarga (fino a 100 Mb/s) negli armadi stradali e poi nelle case. Calcagno ha anche fatto rilevare come i clienti di Fastweb in fibra generino 3-4 volte più traffico rispetto a chi ha un’Adsl, «segno che chi ha banda a disposizione, poi la usa». Non è tanto un problema di prezzi – ha aggiunto – ma c’è necessità di continuare a investire per migliorare la qualità, come Fastweb continuerà a fare con il calo dei prezzi dell’unbundling e del subloop, il tratto dall’armadio stradale alle case.

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Il futuro nel mobile

Un accenno nell’intervista è stato dedicato anche alla futura crescita dell’azienda nel mobile. Calcagno ha ribadito l’intenzione di Fastweb di diventare un operatore full mvno come Poste Mobile, senza sbilanciarsi sulla rete d’appoggio: interrogato sulla possibilità di lasciare 3 Italia, l’ad ha detto di voler vedere i piani di sviluppo di 3, perché «per noi conta la qualità e la tecnologia che l’operatore sa offrire, attraverso gli investimenti nello sviluppo della rete Lte».
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Infine, qualche parola sulla struttura societaria. Andrea Calcagno non nasconde che nel mondo delle telecomunicazioni un consolidamento è da tempo all’orizzonte, ma sulla possibilità che Swisscom venda Fastweb a Vodafone l’ad ha ricordato che la società sta creando anche da sola valore per gli azionisti, essendo l’unica a crescere in ogni mercato e ad aver alzato il margine operativo lordo nel 2013.

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