Crollo del mercato dei mutui nel 2012: rilanciare i prestiti online

Durante il 2012 il mercato dei mutui casa è crollato, con un forte calo delle nuove erogazioni, e le prospettive per quest’anno non sono migliori. Negli ultimi 6 mesi, solo un 5% dei mutui richiesti sono stati erogati. Secondo l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, se le famiglie non riusciranno ad accedere ai prestiti per comprare la casa, il settore della costruzione continuerà ad essere in crisi, come già accade da qualche anno. L’associazione chiede alle banche di rilanciare i prestiti online.

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Il mercato dei mutui casa è crollato durante il 2012, e le famiglie fanno sempre più fatica per accedere a un mutuo per comprare la prima casa. In questo scenario, secondo l’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance), il settore delle costruzioni continua a soffrire, sopratutto considerando che è già colpito dalla crisi economica da molti anni.

In effetti, secondo l’ultimo rapporto dell’Ance, nel nostro Paese negli ultimi 6 anni c’è stato un crollo degli investimenti in nuovi immobili. Per riprenderci dalla crisi economica occorre, secondo l’associazione, rilanciare i prestiti e mutui per l’acquisto dell’abitazione.

In questo modo, l’Ance ha sollecitato il prossimo Governo l’elaborazione di un piano strutturale per la ripresa del settore immobiliare, capace di valorizzare il bene casa, con l’attuazione di interventi di riqualificazione urbana, fino agli investimenti in edilizia sostenibile, e senza dimenticare una forte revisione dell’imposizione fiscale sugli immobili. In quest’ultimo aspetto, l’associazione ha richiesto puntualmente la revisione dell’imposta municipale propria (Imu).

Banche concedano prestiti alle famiglie e imprese

In più, l’Ance ha chiesto che le banche tornino a fare il loro mestiere: erogare prestiti e mutui alle famiglie ed alle imprese.

Per questo motivo, l’associazione ha chiesto l’intervento di investitori istituzionali e società pubbliche come la Cassa Depositi e Prestiti i quali, in accordo con banche, possano collocare obbligazioni a lungo termine per finanziare le operazioni di prestito e di mutuo.

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