Crescita economica: le sfide dei prossimi 50 anni secondo l’Ocse

E’ stato recentemente pubblicato l’ultimo Rapporto dell’Ocse intitolato “Shifting Gear: Policy Challenges for the next 50 years” (Cambiare marcia: le sfide nelle politiche dei prossimi 50 anni). Secondo lo studio la crescita globale scenderà, passando dal 3,6% del periodo 2010-2020 al 2,4% nel 2050-2060, causa graduale decelerazione delle economie emergenti. Tuttavia, le ineguaglianze economiche tra i Paesi diminuiranno.

crescita mondiale, le politiche a 50 anni secondo l'Ocse
Combustibili fossili vanno disincentivati, rimodulati i sistemi fiscali e ridistribuitei più effettivamente le risorse

Se permangono le tendenze attuali, nel 2060 il reddito procapite dei cinesi sarà uguale a quello attuali negli Stati Uniti, e la quota di Pil mondiale data dai Paesi non-Ocse sarà molto superiore a quella dei Paesi più sviluppati. In effetti, già nel 2010 il potere d’acquisto dell’area non-Ocse ha oltrepassato quello dei Paesi sviluppati.

In area Ocse saranno necessari provvedimenti che introducano un maggior dinamismo in materia di occupazione e produzione,  ridisegnando le politiche di protezione della proprietà intellettuale.

Gravi conseguenze sul Pil mondiale se non si riducono le emissioni CO2

Per quanto riguarda il settore energetico e ambientale, in mancanza di politiche efficaci per la riduzione delle emissioni inquinanti, il Pil mondiale scenderà prima del 2060 in media dell’1,5%, con punte di -6% nel Sud e Sudest asiatico.

Se non si inverte questa tendenza rapidamente, nel 2060 le emissioni di gas serra saranno raddoppiate, facendo crollare la produttività agricola, rialzando il livello dei mari e aumentando la frequenza di eventi naturali catastrofici.

Per l’Ocse è importantissimo dunque, disincentivare nel prossimo decennio le infrastrutture basate sull’impiego di combustibili fossili, così come promuovere le modalità più rispettose dell’ambiente e l’energia verde.

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Angel Gurria, segretario generale dell’Ocse ha spiegato che «Una politica di crescita a tutti i costi può avere effetti devastanti sull’ambiente. Il consiglio ai Paesi emergenti è di diversificare i propri sforzi anche in direzione di settori meno cruciali dal punto di vista del consumo energetico, e puntare a diventare leader nell’uso di tecnologie sostenibili».

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Rimodulare i sistemi fiscali e la ridistribuzione delle risorse

L’Osce sostiene che le politiche dei prossimi 50 anni devono coniugare crescita ed equità, con misure che ridistribuiscano effettivamente le risorse, offrano pari opportunità, e rivedano i sistemi fiscali e di finanziamenti.

Una più equa ridistribuzione economica potrebbe limitare l’impatto dei cambiamenti dell’economia mondiale sul reddito delle famiglie.

Il rapporto evidenzia inoltre la necessità di una maggiore efficienza nella destinazione di fondi e finanziamenti pubblici, sottolineando anche l’opportunità che l’interdipendenza delle economie offre per contenere gli effetti negativi spiccatamente nazionali. Una profonda condivisione internazionale andrebbe a beneficio di tutti, poiché le economie in ginocchio non vanno avanti e non consumano.

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