Credito al consumo, riduzione del 4% nel 2014

Continua il trend negativo dei prestiti al consumo per le famiglie italiane, seppur con un leggero miglioramento rispetto al 2013, anno in cui la contrazione è stata del 4%. Per le associazioni dei consumatori questo è il riflesso della perdita del potere d’acquisto e del disagio economico che le famiglie stanno attraversando.

Come il 2013, anche il 2014 si chiude con un calo del credito al consumo
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Una nuova chiusura d’anno negativa per i prestiti al consumo. Con una riduzione del 4%, il debito complessivo raggiunto dai consumatori italiani nel 2014 ammontava a circa 99,5 miliardi di euro. C’è però un leggero miglioramento rispetto al 2013, anno in cui la flessione era stata del 6%.

Ad ogni modo il calo del credito al consumo sembra legato al crollo dei consumi ed è lo specchio di una situazione di una certa gravità. Dal 2012 al 2014 la contrazione dei consumi è stata del 10,7%, corrispondenti a circa 80 miliardi di euro in termini di minore spesa.
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Commentano senza mezzi termini le associazioni per consumatori Federconsumatori e Adusbef: “Si conferma così, se ce ne fosso bisogno, un andamento estremamente grave e preoccupante, che denota chiaramente la situazione di profonda crisi che le famiglie stanno vivendo il cui disagio economico vissuto quotidianamente è tale da non invogliare più ai cittadini di indebitarsi”.

L’inflazione a dicembre è stata nulla, secondo quanto esposto dall’Istat, ma questo non è bastato a far ripartire i consumi.
I principali responsabili di questa situazione sono individuati nella perdita del potere d’acquisto e nell’aumento della disoccupazione.

Qualche giorno fa Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti rispettivamente di Federconsumatori e Adusbef hanno dato delle indicazioni su come invertire la rotta. “E’ fondamentale, se si vuole imboccare la strada dello sviluppo – hanno dichiarato – che il Governo agisca immediatamente per un rilancio del potere di acquisto delle famiglie soprattutto attraverso un Piano Straordinario per il Lavoro”.

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