Crediti per sposarsi crescono sempre di più

Crisi economica sì, ma la gente deve comunque sposarsi. Come si fa a sostenere i costi di un “matrimonio all’italiana” oggigiorno? Semplice, si richiede un prestito.

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Una recente indagine condotta dal portale PrestitiSupermarket.it rivela che le richieste di prestiti personali per celebrare un matrimonio sono sempre più diffuse, e i richiedenti non sono unicamente i futuri sposi, ma anche i suoceri.

Lo studio è stato condotto su 15 mila richieste di finanziamento raccolte da gennaio ad aprile 2012.

L’indagine ha rivelato che i futuri coniugi chiedono in media un importo pari a poco più di 10 mila euro per sostenere le spese derivate della cerimonia, quali banchetto nuziale, abiti, bouquet, fedi nuziali, fotografo, partecipazioni, bomboniere e, a volte, luna di miele. In genere, i prestiti richiesti hanno una durata di circa 5 anni.

Riguardo l’età dei richiedenti, il 28% si aggira intorno ai 26 – 30 anni, un’età ritenuta “ideale” per sposarsi. I ragazzi da 20-25 anni, secondo il portale, pensano piuttosto a feste e cene con gli amici, e rappresentano il 20% circa dei richiedenti. Stessa percentuale per il gruppo dei 35enni, ma pochissimi invece gli over 40 che richiedono un prestito per sposarsi (6%).

La sorpresa però, riguarda la fasce d’età sopra i 50 anni: un ben 18% delle loro richieste di finanziamento è a scopo di matrimonio. Naturalmente, non si tratta tanto della proprie nozze, ma di quella dei figli, ai quali sempre più frequentemente occorre il sostegno economico dei genitori per sposarsi, appoggio che oggigiorno non tutti sono in grado di offrire.

D’altronde, l’80% delle richieste di prestito provengono da dipendenti a tempo indeterminato, molto lontani dai pensionati e autonomi, che complessivamente rappresentano circa il 17%.

A livello regionale, quelli che resistono di più a rinunciare alle cerimonie nuziali sono gli abitanti della Campania, con il 20% delle richieste del periodo, seguita da Lombardia (13%), Sicilia (12%) e Toscana (12%).

«A conti fatti – si legge sul portale – si tratta di un rito normale e di una spesa ancora minima: non si parla di arrivi in pompa magna su carrozze e macchine d’epoca, o in elicottero con lancio di petali di rosa. Anzi, il trend che traspare è quello del matrimonio a basso costo e alternativo, a base di aperitivo rinforzato, inviti solidali e cadeaux simbolici».

Per quanto riguarda l’importo richiesto, sono Marche e Veneto le regioni che non badano a spese, sollecitando in media circa 15.000 euro, seguite dalla Sicilia (13 mila euro circa) e Campania (11 mila euro circa). Le cifre più astronomiche però sono state richieste nella città di Napoli.

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