Crediti alle imprese crollati: CGIA "dopo lo stress test potrebbe peggiorare"

Negli ultimi 5 anni, i prestiti alle imprese sono crollati, con ben 89 miliardi di euro in meno (-8,9%) erogati tra agosto 2011 e agosto 2014. E' il futuro è ancora più preoccupante: secondo il segretario della CGIA “Dopo i risultati emersi dallo stress test la situazione potrebbe addirittura peggiorare soprattutto per le piccole imprese”.

Crediti alle imprese crollati: CGIA "dopo lo stress test potrebbe peggiorare"
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Nella storia recente del nostro Paese – fa sapere Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA in un recente comunicato stampa – non si era mai verificata una contrazione del credito alle imprese così vigorosa. E dopo i risultati emersi dallo stress test voluto dalla BCE, la situazione potrebbe addirittura peggiorare”.

Ricordiamo che nell’ultimo stress test, ci sono state 25 bocciature dalla BCE, tra cui ben 9 sono istituti di credito italiani. Nell’UE il nostro risultato è il peggiore; sette di queste nove banche se sono ricapitalizzate in questi ultimi mesi, ma rimane il caso problematico di MPS e Carige.

E’ evidente – prosegue il segretario CGIA nella nota – che a pagare il conto sono state e saranno soprattutto le imprese. Come è già successo in questi ultimi anni, l’aumento della patrimonializzazione degli istituti di credito ha comportato una forte riduzione degli affidamenti a danno soprattutto delle piccole e piccolissime imprese che, da sempre, sono sottocapitalizzate e a corto di liquidità. Con il pericolo che molte attività scivolino verso la rete tesa dagli usurai”.

In passato parlavamo anche noi di questo rischio usura che si stava verificando in Italia. Anche se non ci siano tanti i casi confermati e le denunce effettuate alle Autorità, c’è il ragionevole dubbio che il forte calo dei prestiti che si è registrato in questi ultimi anni nei confronti delle famiglie e delle imprese abbia incentivato molti individui a ricorrere a forme illegali di credito.

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Nella nota della CGIA si legge che, oltre alla forte flessione dei finanziamenti in questi ultimi anni, si è verificata una corrispondente impennata delle sofferenze in capo alle imprese, che sono aumentate dell’83,6% (63,1 miliardi di euro) tra il 2011 e il 2014. E non solo: ad agosto 2014 le sofferenze raggiungevano i 138,6 miliardi di euro.

La responsabilità della stretta creditizia che stiamo vivendo in questo momento – conclude la CGIA – non è ovviamente da addebitare solo alle banche. Purtroppo, molte imprese sfiancate dalla crisi e sempre più in difficoltà non sono riuscite a restituire i prestiti bancari ricevuti e ciò ha bloccato il mercato del credito. Un problema che il Governo deve assolutamente affrontare, aprendo un tavolo di confronto tra l’Associazione bancaria e i rappresentanti delle categorie produttive”.

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