Costo della vita in Italia "mangia" il 70% del reddito

Vivere in Italia non è più costoso rispetto ad altri Paesi europei, anzi un po' più economico. Il problema è che il nostro reddito è basso, e quindi maggiore l'impatto. In effetti, nel nostro Paese le spese mensili delle famiglie (alimentazione, trasporti, casa e bollette) pesano per il 70% del reddito familiare, +10% più alto rispetto alla media di altri cinque Paesi UE. Il reddito delle famiglie italiane è inferiore del 25%. I dati provengono di un'analisi Adoc sul costo della vita in Italia.

Costo della vita in Italia "mangia" il 70% del reddito

Parlavamo prima dei costi di cittadinanza cresciuti del 30% rispetto al 2007, secondo l’Osservatorio Federconsumatori. Di seguito analizziamo lo studio Adoc sul costo della vita in Italia, con risultati ugualmente sconfortanti.

L’associazione dei consumatori ha messo a confronto le spese mensili di una famiglia italiana (alimentazione, trasporti, abitazione e bollette) con quelle fatte in Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna e Svezia. I risultati parlano di un costo della vita che è in linea con la media di questi cinque Paesi europei, anzi del 6,9% più bassa in media. Il problema è che il nostro reddito è del 25% più basso della media di queste cinque nazioni, e quindi l’impatto è maggiore.

Ciò che salta immediatamente all’occhio è che, sebbene in Italia la spesa globale sostenuta mensilmente (al netto di ogni detrazione, ulteriore tassazione, spese mediche, spese per l’istruzione ed extra come vacanze o svago) sia mediamente inferiore del 6,9% alla spesa media europea, essa incida sul reddito in misura pari al 70%, il 10% in più della media europea, ferma al 60%. Il discrimine fondamentale, quindi, è nella minore capacità reddituale di una famiglia italiana. Che, al netto delle tasse, incamera poco meno di 2.500 euro mensili (sommando i due stipendi). Un reddito inferiore di ben il 25% alla media europea”.

Vogliamo sottolineare però che Adoc parla di “media europea” ma in realtà il confronto è stato fatto soltanto con 5 nazioni UE e non sulle 28, quindi riteniamo prudente non utilizzare quel termine, che dal punto di vista statistico è sbagliato.

Da quest’analisi però emergono dati interessanti, come l’impatto del 70% sul reddito delle spese per alimentazioni, trasporti e casa.

In Italia il trasporto pubblico più economico, ma RC Auto salata

Nel nostro Paese il costo del trasporto pubblico è molto inferiore rispetto gli altri 5 Paesi analizzati, ma l’assicurazione Rc auto costa il 42% in più. In particolare,  il costo per un abbonamento mensile al trasporto pubblico in Italia è di 35 euro in media, un 65% più economico rispetto i 58 euro che si pagano in media nel resto del campione.

Quello che costa più in Italia è l’utilizzo di un mezzo privato, considerando il costo del carburante e l’assicurazione obbligatoria. Secondo l’Adoc, la spesa per la benzina è superiore dell’8,9% rispetto gli altri cinque Paesi analizzati. “Solo in Gran Bretagna si registra un costo maggiore, seppure in minima percentuale. Mentre costi notevolmente inferiori si registrano in Germania (142 euro mensili contro i 159 euro italiani), Francia (136 euro) e Spagna (130 euro)”.

E’ la spesa per l’assicurazione auto quella che però più colpisce le tasche degli automobilisti italiani, in media del 42,9% in più rispetto gli altri cinque Paesi. Nel Belpaese spendiamo 50 euro al mese, secondo l’Adoc, per l’Rc Auto, mentre in media gli altri spendono 35 euro. “Un fattore determinante per i bilanci familiari, una forbice eccessiva che abbiamo, come Adoc, ripetutamente sottolineato”, denuncia l’Associazione.

Considerando che il nostro trasporto pubblico è tra i più economici dell’Europa Occidentale, è bene abituarsi a utilizzarlo il più possibile, soprattutto chi abita in città. Tuttavia, per chi ha bisogno della macchina per spostarsi, ricordiamo che si può risparmiare parecchio sul costo dell’Rca scegliendo le assicurazioni online. Con l’aiuto del nostro comparatore è possibile identificare rapidamente la polizza più adatta alle proprie esigenze.

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Crediamo sia importante analizzare il rapporto tra quanto entra e quanto esce in una famiglia per le spese primarie, non è solo una questione di costi, ma anche del peso effettivo di questi sul reddito – spiega Lamberto Santini, presidente dell’Adoc – se, infatti, i costi sostenuti da una famiglia italiana sono in linea con quelli europei, anzi complessivamente inferiori del 6,9%, a pesare enormemente è la ridotta capacità reddituale“.

“Una famiglia italiana, con entrambi i genitori lavoratori dipendenti, guadagna al netto delle tasse 2490 euro al mese, il 25% in meno di un’omologa famiglia nel resto d’Europa, la cui media si attesta sui 3119 euro mensili”, spiega l’Associazione, ma noi vi ricordiamo che “nel resto d’Europa” non è il termine appropriato.

“E’ evidente che c’è una difficoltà congenita sul lato reddituale, ogni euro speso “pesa” molto di più in Italia che in Germania o in Francia. Così possiamo spiegare, almeno in parte, il caro vita che affligge le famiglie e i consumatori. Crediamo quindi serva non solo intervenire nei settori più esposti, come quello energetico e delle spese per casa, compreso affitto e mutuo. Ma occorre intervenire principalmente dal lato reddituale, incrementando le risorse a disposizione delle famiglie, prevedendo maggiori detassazioni e detrazioni.”, conclude l’Adoc.

Risparmiare sulle bollette è possibile

Infine, ricordiamo che è possibile risparmiare sulle spese domestiche cambiando fornitore dei servizi. Ad esempio, con molte tariffe energia elettrica e gas è possibile ridurre le spese annue di oltre 200 euro all’anno, ovvero tra il 10-14% sull’energia elettrica e il 12-13% per il gas.

Il momento per cambiare operatore è oggi: ad ottobre solitamente i prezzi di riferimento della luce e il gas aumentano (ad ottobre 2014 sono cresciuti del 5,4% il gas e dell’1,17% l’energia). Per maggiori informazioni rimandiamo alla nostra analisi sulle bollette luce e gas d’autunno.

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