Costo conto corrente arriva a 80 euro: come risparmiare 

Aumentano in media i canoni base per la tenuta di un conto corrente, mentre costa di meno gestire il proprio dossier titoli e farsi liquidare gli interessi maturati. Ecco perché conviene confrontare tra di loro i servizi finanziari proposti dai vari istituti di credito in modo da scegliere il più vantaggioso.

In aumento le spese fisse e quelle per le carte di debito e credito

Quasi 80 euro all’anno a conto

A dispetto delle promozioni che parlano di conti correnti del tutto gratuiti o quasi, la spesa media per la gestione di uno di questi strumenti finanziari – la scelta più comune per amministrare la propria liquidità –continua ad aumentare: è già il secondo anno, infatti, che si paga di più, e se dai 76,5 euro medi del 2015 si era arrivati a 77,6 euro nel 206, adesso siamo a un passo da quota 80: ben 79,4 euro ogni anno.

Ad aumentare sono le spese fisse

A partire dal 2010, i costi per i conti correnti erano andati in costante diminuzione, e a ben vedere siamo ancora a una decina di euro in meno rispetto all’inizio del presente decennio, quando si sforavano i 90 euro annui. L’inversione di tendenza riguarda soprattutto i conti tradizionali, ma anche quelli online non sembrano essere immuni agli aumenti, tant’è vero che nel 2017 la spesa media per questi strumenti specifici è cresciuta di 0,6 euro.

“Colpa” delle spese fisse, in particolare dei canoni di base, aumentati di 3 euro in un anno, ma anche dei canoni più alti per le carte di credito e di debito. Scendono invece le spese per la tenuta dei dossier titoli, per la liquidazione periodica degli interessi e più in genere gli altri servizi residuali, mentre le spese variabili rimangono più o meno alla stessa quota.
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Le soluzioni per risparmiare

Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, quella dell’aumento dei conti correnti è «una pessima notizia, anche se l’aumento temiamo sia sottostimato. Un dato negativo specie perché a peggiorare sono i canoni base, che colpiscono soprattutto il cliente medio, che non fa un numero di operazioni elevate». 

La soluzione è una sola: cambiare banca, sfruttando le diverse promozioni che oggi vengono proposte soprattutto a chi accredita il proprio stipendio o la pensione. E anche se non si spende di meno, periodicamente le banche garantiscono ai nuovi correntisti bonus particolari (ad esempio buoni sconto da spendere su Amazon) o tassi d’interesse particolarmente convenienti per le linee vincolate. 

Insomma, anche se trasferire il proprio contante non è certo agevole come un’utenza telefonica, pare proprio che in futuro saremo sempre più destinati a muoverci in modo indipendente alla ricerca dei canoni più bassi, invece di rimanere fedeli alla stessa banca per decenni come capitava un tempo. 

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