Costi di recesso eliminati: la proposta nel ddl Concorrenza

Nel 2007 la Legge Bersani cominciava un processo di liberalizzazione che aveva eliminato le penali e spese aggiuntive che gli operatori si facevano pagare quando un utente voleva recedere un contratto. Tuttavia, erano rimasti alcuni balzelli insidiosi, come i “costi di recesso“, per molti un po’ la stessa cosa ma con un altro nome. La bozza attuale del ddl Concorrenza però si propone migliorare tutti i processi di portabilità, agevolando i passaggi da un operatore e l’altro e, finalmente, cancellando per sempre i costi di recesso.

cancellati i costi di recesso
Stop ai costi di recesso o disattivazione: cambiare fornitore sarà sempre gratuito

Telefonia mobile e fissa, abbonamenti pay TV o tariffe ADSL casa: per disdire il contratto le vecchie penali non esistono più sin dalla Legge Bersani, ma ci sono ancora i famosi costi di recesso o di disattivazione, che il consumatore deve pagare quando decide di non andare avanti con un abbonamento.
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La storia potrebbe cambiare venerdì prossimo, se il Consiglio dei Ministri approvasse la norma presente nell’attuale ddl Concorrenza, che elimina gli ultimi balzelli che ostacolano la migrazione da un operatore all’altro nei vari servizi di telecomunicazioni.

Sin da quando sono state eliminate le vecchie penali, a gennaio 2007, il consumatore ha risparmiato in maniera discreta, ovvero è passato da pagare qualche centinaia di euro a 40 euro, che è ciò che costa in media oggi recedere un contratto.

Secondo quanto si legge nella Repubblica, sulla base di una bozza del decreto, anche questi costi verrebbero eliminati. E non solo: in caso di recesso anticipato, le eventuali penali saranno ridotte, non potendo superare due mensilità di canone.

Un’ulteriore novità molto importante è l’addio ai contratti lunghi: il ddl Concorrenza prevede che i contratti non possano durare oltre 12 mesi. Questo punto è molto importante perché obbligherebbe a moltissimi gestori a modificare molto offerte telefonia mobile, Internet e TV, puntualmente quelle che prevedono uno sconto sul prezzo durante i primi 1 o 2 anni (ad esempio, le attuali offerte Sky), periodo in cui il cliente si impegna a non recedere dal contratto.
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La bozza del ddl Concorrenza prevede la  “semplificazione delle procedure di identificazione per la portabilità” per semplificare la migrazione tra operatori. Nello specifico, il consumatore potrà richiedere la portabilità del numero e inviare il codice di migrazione in modo completamente telematico (provvedimento però rimandato a successivo decreto del ministero degli Interni e dello Sviluppo economico, entro 6 mesi).

E’ evidente, in conclusione, che il Governo punta forte a migliorare i processi di portabilità e migrazione in tutti i settori, e non solo per le telecomunicazioni. Ricordiamo in effetti che la bozza prevede anche l’eliminazione del mercato tutelato dell’energia elettrica e il gas, in quest’ultimo caso già a partire da giugno 2015.
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