Cos’è il parental control?

Indispensabile per i “nativi digitali”, fin dalla più tenera età in grado di utilizzare PC e smartphone, il parental control serve per limitare le ore in cui i più piccoli possono stare davanti allo schermo oppure regolare l’accesso a contenuti non adatti alla loro età. Qui di seguito, ecco come funziona la protezione per i bambini.

Come funziona e a che cosa serve il filtro famiglia

Che cos’è il parental control

Il parental control, o “filtro famiglia”, è genericamente un sistema che consente a un adulto di bloccare o regolare l’accesso dei bambini a determinati contenuti. Una necessità sempre più impellente considerando che a tre o quattro anni di età in tantissimi sanno già usare uno smartphone o un tablet (ma anche computer o televisione) con una certa dimestichezza, rischiando di visualizzare siti, programmi e in genere informazioni non adatti alla loro età.

Per questo sono stati sviluppati degli strumenti che servono per regolare l’accesso indiscriminato, con due tipi di filtri: uno quantitativo, con lo scopo di limitare l’uso di un determinato dispositivo (per non passare troppe ore di fronte a uno schermo, che sia di tablet oppure di PC), anche con la definizione di fasce orarie dove i bambini non possono accedere; e uno qualitativo, in cui vengono appunto definiti determinati siti, canali televisivi e così via che non possono essere raggiunti dai bambini.

I tipi di filtro per il parental control

Il discorso si fa più tecnico quando si analizzano le diverse tipologie di parental control sotto forma di filtro qualitativo, perché sono varie le tecniche che possono essere adottate, da firewall, proxy e DNS filtrati a controlli integrati direttamente nel sistema operativo, con applicativi specifici.

I filtri dinamici possono poi utilizzare sistemi particolarmente sofisticati per stabilire se un sito o un contenuto possono essere visualizzati anche dai bambini, oltre a rifarsi a un elenco rigidamente stabilito dai genitori, ad esempio con l’analisi semantica o con l’adozione di un database internazionale costantemente aggiornato.

Rete Sicura di Vodafone ad esempio prevede la Protezione Bambino, che tutela la navigazione dei minori attraverso dei profili predefiniti che inibiscono l’accesso a selezioni di categorie considerate non adatte. La selezione dei siti e’ stata effettuata da Fondazione Vodafone Italia. Sono due i profili individuati: Bambino (dai 3 ai 12 anni) e Ragazzo (dai 12 ai 17 anni).
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Gli ecosistemi chiusi: l’esempio di Sky Kids

Legate al parental control sono le piattaforme create ad hoc per i più piccoli, che non presentano alcun pericolo proprio perché si tratta di un ecosistema chiuso. Un esempio è Sky Kids, l’app di Sky che permette ai bambini di seguire le avventure dei loro personaggi preferiti sui canali dell’operatore satellitare come Disney Channel, Boomerang, Nickelodeon, DeA Kids e così via. È dotata di download&play ed è disponibile anche in inglese.

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