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Cosa si aspettano i consumatori nel 2016

Ericsson, azienda con oltre 115.00 dipendenti e con clienti in 180 Paesi, specializzata nella fornitura di tecnologie e servizi di comunicazione, ha pubblicato l’edizione 2016 del rapporto 10 Hot Consumer Trends, con le previsioni e le attese dei consumatori che scaturiscono dai vari studi condotti nel corso del 2015 dal ConsumerLab

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Cosa si aspettano i consumatori nel 2016? Le risposte si trovano nel nuovo rapporto annuale di Ericsson, denominato 10 Hot Consumer Trends e basato sugli studi condotti dal ConsumerLab nel corso del 2015 per capire in che modo Internet e le tecnologie per le comunicazioni sono utilizzate nel quotidiano.

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Alcune delle risposte possono sembrare futuristiche, evidenzia Michael Björn, responsabile Research del ConsumerLab di Ericsson. Il riferimento è, per esempio, alla possibilità di interagire con gli oggetti senza la necessità di passare per i display degli smartphone e in virtù dei progressi che si registreranno in ambito di Intelligenza Artificiale.

AI

Eppure, prosegue Björn, l’interesse nei confronti di nuovi paradigmi di interazione, quali l’Intelligenza Artificiale e la Realtà Virtuale, è davvero molto forte. Un interesse in parte già ripagato. Si pensi, per esempio, a Siri, l’assistente personale di iPhone, oppure a Gear VR, il visore firmato Samsung.

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I consumatori vogliono tuttavia andare oltre e poter accedere a Internet persino attraverso le pareti domestiche e i loro stessi corpi, aggiunge Björn. E tali attese potrebbero spingere l’industria di settore verso nuove categorie di prodotti e servizi.

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Quali sono le altre tendenze individuate dal ConsumerLab di Ericsson?

Quattro consumatori su cinque sperimentano un effetto denominato The Lifestyle Network Effect, che consiste nel fatto che i benefici prodotti dall’utilizzo dei servizi online aumentano all’aumentare del numero di individui che usano gli stessi. Un consumatore su tre già partecipa in varie forme alla cosiddetta sharing economy, l’economia della condivisione.

Un’altra tendenza riguarda l’utilizzo della Rete da parte dei nativi digitali. Gli adolescenti guardano ogni giorno su YouTube più contenuti video di qualsiasi altra fascia di età e il 46% dei giovani con età compresa tra i 16 e i 19 anni trascorre un’ora o più del suo tempo quotidiano sulla piattaforma di condivisione di video di proprietà di Google. 

Il 55% di chi dispone di uno smartphone ritiene che entro cinque anni i materiali di costruzione impiegati in edilizia debbano incorporare sensori capaci di monitorare problemi di muffa, di fughe di gas e di dispersione di energia elettrica. Potrebbe quindi rendersi necessario ripensare il concetto di Smart Home. 

I pendolari vogliono impiegare il loro tempo in maniera sensata e non passiva. L’86% degli stessi vorrebbe fruire di servizi personalizzati durante i loro tragitti.

I social network potrebbero diventare le piattaforme di riferimento per contattare servizi di emergenza. Sei consumatori su dieci vorrebbero inoltre una app cosiddetta di distaster information. 

La tecnologia indossabile, cosiddetta wearable, potrebbe sfociare nella internable, con sensori inseriti nel corpo per monitorare parametri riguardanti la salute e il benessere. Otto consumatori su dieci vorrebbero utilizzare la tecnologia per migliorare le loro percezioni sensoriali e le loro capacità cognitive, quali la vista, la memoria e l’udito.

La gran parte dei consumatori pensa che gli smartphone continueranno a essere vittime di malintenzionati e virus. Una persona su cinque, tuttavia, dichiara di avere maggiore fiducia nelle organizzazioni che sono state hackerate, ma che poi hanno risolto il problema.

I consumatori, infine, condividono sempre più informazioni e pensano che la loro influenza sulla società sia destinata ad aumentare.