Cosa è TPO, il social network del “no profit”

Sebbene definirlo social network del “no profit” possa sembrare alquanto riduttivo, è questa la nomea che TPO sta conquistando in queste primissime fasi di vita. Ma di cosa si tratta? E perché intorno a TPO si stanno concentrando discreti interessi in tutto il mondo?

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Come funziona TPO, nuova creatura di Wales

TPO è una delle ultime creature di Jimmy Wales, mente ideatrice di Wikipedia, e già in attivo con il suo operatore telefonico “benefico” (ne parleremo tra poche righe). Sebbene lo stesso Wales non desideri che TPO sia interpretabile come una mera versione solidale di Facebook, è pur vero che grafica e modalità di autenticazione sembrano inglobate dal social network di Mark Zuckerberg, e che le potenzialità di interazione della sua creatura sembrano essere in linea con quanto previsto nelle sue prime fasi di vita proprio dalla società che oggi è titolare del più noto social network del globo.

Rispetto a Facebook, tuttavia, TPO concentra i propri sforzi per poter permettere alle persone di organizzare mobilitazioni, e informare su cause e iniziative, naturalmente benefiche. In aggiunta all’utilizzo delle funzioni di social network generalista, TPO ha diversi strumenti che permettono agli utenti di poter donare più facilmente e poter perseguire più agevolmente le proprie iniziative benefiche.

Ad ogni modo, chi ha la memoria più ampia e lunga sa bene che questo non è il primo progetto di Wales sul fronte della solidarietà. Nel Regno Unito è ad esempio da diverso tempo attivo (lo è solo da una settimana negli Stati Uniti) il profilo tariffario TPO (The People’s Operator), che consente di donare il 10% della propria bolletta telefonica per il sostegno di cause che interessano l’utente.

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In altri termini, il 10% delle bollette dei clienti di questo operatore “del popolo” viene devoluto a una causa a scelta degli stessi utenti, mentre il 25% dei profitti dell’azienda vanno in beneficenza. Il tutto, a fronte di prezzi che – per ammissione dello stesso Wales – non sono i più economici, ma sono comunque accompagnati da buone offerte in termini relativi, frutto della strategia di riduzione del budget per il marketing (il che, come spiegato dal fondatore, si traduce in una politica di abolizione delle pubblicità in tv, di inserzioni sui giornali, di cartelloni su strada).

Per il momento non sono stati calendarizzati altri sbarchi in mercati diversi da Regno Unito e Stati Uniti. Per quanto concerne invece il social network, è attualmente possibile iscriversi alla fase beta su tpo.com da Internet mobile o fisso.

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