Coronavirus e viaggi: 13 cose da conoscere prima di partire

In poco meno di una settimana, la diffusione del Coronavirus in Italia ha fatto registrare diverse centinaia di contagi. Mentre le Autorità adottano le soluzioni necessarie per tenere sotto controllo la situazione ed evitare un ulteriore incremento della diffusione del virus, sono in tanti che si preparano a mettersi in viaggio, per lavoro o per piacere, e che avevano già effettuato nei mesi scorsi le relative prenotazioni. SosTariffe.it, con l’obiettivo di chiarire al massimo la situazione per chi viaggia, ha fatto il punto della situazione illustrando 13 cose da sapere in merito ai viaggi ai tempi del Coronavirus. 

Ecco cosa sapere prima di mettersi in viaggio di questi tempi

Il Coronavirus ha iniziato la sua diffusione in Cina, nei mesi scorsi, ed è poi gradualmente arrivato in altri Paesi con un focolaio particolarmente intenso anche in Corea del Sud. Dallo scorso venerdì 21 febbraio si sono iniziati a registrare i primi casi di contagio da Coronavirus in Italia con due diversi focolai, uno in Lombardia ed uno in Veneto. Nel giro di pochi giorni, il numero di soggetti positivi al virus è aumentato vertiginosamente superando oggi quota 500. Per quanto riguarda i viaggi, soprattutto quelli già programmati da tempo, è opportuno prestare la massima attenzione e verificare che vi siano le condizioni giuste per mettersi in viaggio. SosTariffe.it ha fatto il punto della situazione andando ad evidenziare alcune cose da sapere prima di mettersi in viaggio durante questi tempi del Coronavirus.

Il punto di riferimento per i viaggiatori italiani è il sito web viaggiaresicuri.it del Ministero degli Esteri. Il portale in questioen viene aggiornato costantemente sulle nuove restrizioni che i singoli Paesi esteri applicano ai viaggiatori provenienti dall’Italia. Prima di partire, quindi, è fortemente consigliato visitare il portare ed individuare il Paese di destinazione tramite la funzione “Cerca Paese”. Al momento, infatti, alcuni Paesi hanno predisposto un periodo di quarantena, o di auto-isolamento, per chi arriva dall’Italia e da altre zone di contagio. Tra i Paesi che hanno adottato queste restrizioni troviamo Regno Unito, Romania, Malta, Israele, Polonia, Emirati Arabi, India e Croazia.

L’infografica qui di sotto riassume le cose più importanti da sapere prima di mettersi in viaggio durante l’epidemia di Coronavirus.

 

Dove è bloccato l’ingresso a chi proviene dall’Italia

Gli italiani che hanno prenotato un viaggio in Paesi come Giordania, Iraq, Turkmenistan, El Salvador, le isole Seychelles, le Mauritius e il Kuwait non potranno partire in quanto l’accesso è stato bloccato dalle Autorità locali. I rimborsi per i viaggiatori impossibilitati a partire saranno disponibili se previsti dalla propria assicurazione viaggio o in base alle condizioni della singola compagnia aerea.

Se il viaggio già prenotato prevede come destinazione una “zona rossa” dove è in corso un focolaio di contagio di Coronavirus, sarà previsto l’annullamento del viaggio ed il rimborso dei costi sostenuti per la prenotazione per motivi di sicurezza. Chi atterra a Pechino dovrà stare 4 giorni in auto-quarantena.

Molti Paesi, come la Russia e l’Arabia Saudita, hanno consigliato ai loro cittadini di non recarsi in Italia (in particolare nelle zone di contagio) ma non hanno imposto divieti. Da notare che non è stata impedita la mobilità da e verso i 27 Paesi dell’Unione europea. Il Regno Unito ha imposto l’auto-quarantena se si arriva da una zona rossa, anche in assenza di sintomi. Chi viaggia da un’area non in zona rossa e presenta sintomi influenzati sarà ugualmente messo in quarantena.

In Olanda è stato posto il divieto di recarsi nei luoghi italiani colpiti dal focolaio del Coronavirus. La Francia ha intensificato i controlli sulla tratta ferroviaria Parigi – Milano ed ha lasciato a casa tutti gli studenti che sono stati in gita in Lombardia o in Veneto negli ultimi 14 giorni. Da segnalare che Bulgarian Air ha cancellato tutti i voli da e per Milano fino al 27 marzo garantendo ai clienti il rimborso totale.

Quali sono le zone rosse in Italia

Sin dalle prime ore in cui si ha avuto la certezza dell’epidemia, le zone rosse, ovvero i focolai dai quali è partita la diffusione del Coronavirus in Italia, sono state in Lombardia (in particolare i comuni  Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini) ed il Comune di Vo’ Euganeo, in Veneto.

Le zone gialle, ovvero le zone vicine al focolaio e considerate comunque più a rischio, sono le aree di Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Liguria, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. La situazione è in costante divenire in quanto il numero di contagi nelle altre regioni aumenta di giorno in giorno.

Nelle zone rosse viene applicato il divieto di accesso e di allontanamento con check point delle Forze dell’Ordine. I cittadini che sono stati nelle aree interessante dal focolaio negli ultimi 14 giorni dovranno effettuare una comunicazione specifica all’ASL che disporrà la “sorveglianza sanitaria” e “l’isolamento fiduciario”.

Prenotare un viaggio e partire: consigli utili

Viaggiare in questi giorni in cui il contagio da Coronavirus è in fase di diffusione è possibile (sempre facendo attenzione alle eventuali restrizioni previste dai Paesi di destinazione controllando il sito viaggiaresicuri.it). E’ consigliabile, in ogni caso, attivare un’assicurazione viaggio che preveda il rimborso in caso di cancellazione e la copertura delle spese mediche. 

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A prescindere dal mezzo scelto per viaggiare, è importante rispettare le normali norme igienico-sanitarie cercando di lavarsi le mani più spesso e mettere il gomito davanti alla bocca in caso di tosse o starnuto. Non sono presenti limitazioni agli spostamenti nazionali, al netto della “zona rossa”.

Cosa fare se si manifestano sintomi influenzali

Nel caso di comparsa di sintomi influenzali è importante mantenere la calma e non farsi prendere dal panico anche considerando il fatto che ci troviamo nel periodo di maggiore diffusione dell’influenza stagionale. I sintomi da tenere d’occhio sono febbre, mal di gola, tosse, raffreddore e difficoltà respiratorie.

Per assistenza bisogna rivolgersi al proprio medico di base, contattandolo telefonicamente, e ai numeri nazionali 1500 e 112. E’ importante non recarsi in pronto soccorso autonomamente ma seguire le istruzioni che verranno fornite dal medico di base o dai numeri di assistenza telefonica. In questo modo si ridurrà il rischio di contagio.

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