Copyright online: cosa cambia col nuovo regolamento AgCom

Il nuovo regolamento per la tutela del diritto d’autore online, adottato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) lo scorso 12 dicembre, porta con sé molte novità che diventeranno operative a partire dal prossimo 31 marzo, se verranno superate le ultime richieste di chiarimenti da parte della Commissione Europea.

Agcom
Tempi più rapidi e azione diretta del soggetto tra le novità

Il cambiamento più significativo è l’attribuzione a un’autorità amministrativa come l’Agcom di regolamentare fattispecie di reato o illecito già previste dai codici penale e civile, una novità per l’Italia.

L’opera digitale viene definita come «un’opera, o parti di essa, di carattere sonoro, audiovisivo, fotografico, videoludico, editoriale e letterario, inclusi i programmi applicativi e i sistemi operativi per elaboratore, tutelata dalla Legge sul diritto d’autore e diffusa su reti di comunicazione elettronica»; inoltre, vale per contenuti pubblicati o meno a scopo di lucro, che secondo i detrattori rischia di comprendere più o meno tutti i contenuti fruibili in rete e scaricabili con la propria normale connessione Adsl o fibra.

Scalpore aveva causato la norma, poi eliminata, che poteva obbligare i provider alla deep packet inspection, cioè l’analisi di tutto il traffico degli utenti con violazione della loro pratica; un chiarimento ha stabilito che i gestori di servizi hosting devono rimuovere selettivamente i contenuti pirata su ordine di Agcom, e i provider di accesso a Internet oscurare il sito web: questo avverrà in via integrale solo in caso di sito estero o di elevato numero di opere pirata da rimuovere.
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E i tempi? I soggetti interessati devono ubbidire ad Agcom in 35 giorni lavorativi, dodici per la procedura abbreviata con tre giorni per eseguire l’ordine: su questo, la Commissione ha richiesto un chiarimento. Inoltre, i detentori di diritto d’autore possono mandare una segnalazione direttamente ad Agcom senza dover tentare prima di comunicare con il gestore del sito.

Agcom sceglie se accettare o respingere la segnalazione del soggetto, in caso di accoglimento la inoltra a provider internet e hosting provider del sito. Solo questi due soggetti sono a rischio di multa (da 10.000 fino a 250.000 euro) se non ubbidiscono. Se non avviene la rimozione parte una fase istruttoria, con dibattimento ed eventuale decisione di Agcom di archiviare la pratica o, invece, inviare l’ordine di blocco. Anche l’uploader e i gestori della pagina e del sito internet possono far concludere la procedura attraverso l’adeguamento spontaneo e presentare controdeduzioni, ma la definizione di questi soggetti, specie per alcune fattispecie, per molti non è sempre chiara. Non vengono invece coinvolti gli utenti finali, visto che il provvedimento assegna carattere prioritario alla lotta contro le violazioni massive.

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