Copyright, la Ue chiede chiarimenti ad Agcom

I detrattori l’hanno chiamato «decreto ammazza-web», per i sostenitori è un punto fermo in un Far West: è il nuovo regolamento Agcom varato lo scorso 12 dicembre sul copyright online, che ha scatenato proteste e perplessità. Ora la Commissione europea ha stabilito che il regolamento è conforme al quadro legislativo dell’Unione, ma ha anche avanzato domande e richieste di chiarimento di dubbi, secondo quanto dichiarato da Michel Barnier, commissario Ue responsabile per il mercato unico.

Copyright
Il nuovo regolamento enterà in vigore il 31 marzo

Qualche giorno fa un sito inglese specializzato sui temi relativi alla proprietà intellettuale, IPKat, ha pubblicato nella sua interezza la lettera inviata dalla Commissione all’Italia, evidenziando alcuni dei timori. Il regolamento Agcom è infatti piuttosto innovativo per il settore, visto che è la prima volta in Italia che un’autorità amministrativa si dota di poteri tradizionalmente di competenza dei tribunali.

Tra le precisazioni richieste nella lettera, quelle terminologiche e nozionistiche sulle definizioni di lavoro digitale, uploader, gestore del sito e chiarimenti sull’opportunità di oscurare tutto il sito nel caso di illegalità di una sola sua parte; inoltre, è necessario capire se le nuove norme di tutela del copyright si applicano soltanto al provider host o anche a quelli dei servizi intermedi, e come mai vengono esclusi gli utenti finali e le applicazioni peer-to-peer per condividere online file come musica e video.

La Commissione è interessata soprattutto ai temi della responsabilità legale e del diritto di difesa davanti a un tribunale, oltre alla possibilità di avere tempo sufficiente per presentare ricorso anche in caso di procedura abbreviata per grave violazione.

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