Copia privata, arriva la conferma del Consiglio di Stato

Dovranno rassegnarsi i (tanti) oppositori della norma sui compensi per copia privata: anche il Consiglio di Stato ha confermato che i rincari previsti nei prossimi tre anni sono legittimi. Gli aumenti, che riguarderanno anche tablet e smartphone, vanno da 90 centesimi a 4 euro, e sono stati duramente contestati in questi ultimi mesi.

Smartphone
Rimane ancora da definire il punto sui prodotti destinati a utilizzo professionale

Il compenso per la copia privata fa riferimento al decreto sull’equo compenso per la riproduzione privata ad uso personale delle opere dell’ingegno firmato dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini lo scorso giugno.

Per l’equo compenso, tutti i dispositivi atti a registrare un’opera dell’ingegno come smartphone, dvd, tablet, chiavette devono comprendere una royalty destinata ai detentori del diritto d’autore, che teoricamente grava sul produttore ma che finisce con il farsi sentire sul prezzo finale del bene.
Confronta le offerte telefonia mobile
Nel giugno 2014 era stato aggiornato il “listino” per i vari dispositivi, scatenando una levata di scudi da parte dei consumatori e delle loro associazioni ma anche società hardware e di telefonia mobile come Nokia Italia, Hewlett-Packard Italiana, Telecom Italia, Samsung Electronics Italia, Dell, Fastweb, Sony Mobile Communications, Wind Telecomunicazioni, chiedendo l’annullamento al Tar di questo aggiornamento, anche alla luce dello sviluppo delle tecnologie digitali.

Se il Consiglio di Stato ha dato ragione al ministro, rimane ancora da decidere il punto sui prodotti destinati a utilizzo professionale, su cui è stato anche richiesto il parere della Corte di Giustizia Europea.

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