Controllo conto corrente: tutto ciò che c’è da sapere sull’anagrafe tributaria dei conti

Lo scorso 24 giugno è entrato in vigore il nuovo Sistema di Interscambio Dati (SID), il sistema creato dall’Agenzia delle Entrate per raccogliere tutte le informazioni sui conti correnti degli italiani. Attraverso questo sistema, infatti, l’agenzia raccoglierà i dati sui conti correnti bancari per determinare se il reddito dichiarato è coerente con le spese sostenute, e verificando inoltre le dichiarazioni ISEE per misurare le condizioni economiche delle famiglie. Di seguito, tutto ciò che c’è da sapere sull’anagrafe tributaria dei conti.

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Cos’è il Sid e l’anagrafe tributaria dei conti?

Il Sid e l’anagrafe tributaria dei conti sono due strumenti attraverso i quali l’Agenzia delle Entrate potrà verificare tutti i movimenti e le operazioni eseguite tramite i conti correnti, così come i conti di deposito, gli investimenti in borsa, le gestioni patrimoniali, i rapporti fiduciari, i movimenti delle carte di credito e bancomat, le operazioni extra-conto, le cassette di sicurezza, i certificati di deposito, i buoni fruttiferi e infine i contratti derivati.

Come funziona l’anagrafe tributaria e il Sid?

Il Sid o sistema di interscambio dati è in vigore dal 24 giugno. Attraverso questo canale, gli intermediari finanziari (banche, poste, società finanziarie, fiduciarie, assicurazioni, Sgr, Sim e tutti i soggetti obbligati dal decreto legge 201/2011, articolo 11) dovranno comunicare con l’anagrafe tributaria, ovvero l’organismo dell’Agenzia delle Entrate che ha il compito di raccogliere tutti i dati.

A scadenza annuale tutti gli operatori finanziari sopramenzionati, comunicheranno a quest’anagrafe tributaria le informazioni finanziarie dei propri correntisti.

Questo sistema potrà registrare tutti i movimenti effettuati, e non solo il saldo iniziale e finale di ogni esercizio. In effetti, l’anagrafe tributaria raccoglierà i dati riferiti ai conti correnti e a tutti gli investimenti, prodotti bancari e strumenti finanziari menzionati in precedenza.

Le informazioni confluiranno anche nel sistema SERPICO, che già raccoglie diversi dati sensibili dei contribuenti, quali la dichiarazione dei redditi, le case intestate, i veicoli, i terreni, le barche, ecc. In questa maniera, verrà eseguito un controllo approfondito tramite l’incrociamento dei dati.

Quali sono i dati che verranno comunicati all’anagrafe tributaria?

Nello specifico, le banche e intermediari comunicheranno all’anagrafe tributaria, tramite il Sid, il saldo iniziale (del conto corrente o conto deposito) al 1° gennaio e il saldo finale al 31 dicembre. In caso di apertura o di chiusura del conto durante l’anno, verrà comunicato il saldo iniziale alla data di apertura o il saldo finale alla data di chiusura.

Inoltre, verranno comunicati tutti i dati identificativi, anche il “codice univoco” del conto corrente o del “rapporto finanziario” (conti, azioni, obbligazioni, buoni, ecc.). Le informazioni comprendono la persona fisica o non fisica (ad esempio, conti correnti intestati a società) e gli eventuali cointestatari che hanno accesso al conto corrente o al rapporto finanziario (vedi Conto Corrente Cointestato per maggiori informazioni).

anagrafe tributaria dei conti

Verranno comunicati all’anagrafe tributaria non i singoli movimenti sul conto/rapporto finanziario, ma il totale annuo. In particolare, dei conti correnti verranno informati: il saldo iniziale, il saldo finale, il totale degli accrediti ricevuti nell’anno e i totale degli addebiti effettuati nell’anno.

Quali sono le scadenze dell’anagrafe tributaria?

Entro il 31 ottobre 2013 dovranno essere comunicati i dati relativi a tutti i rapporti attivi nel 2011; entro il 31 marzo 2014 quelle del 2012, mentre a regime i dati degli anni successivi dovranno essere inviati entro il 20 aprile (per i dati relativi al 2013 la scadenza è il 20 aprile 2014).

Anagrafe tributaria, la sicurezza dei dati

Nel novembre dell’anno scorso, il garante per la privacy ha dato il suo parere favorevole sul nuovo sistema di anagrafe tributaria.

Dato che le informazioni saranno raccolte dall’Agenzia delle Entrate in modo automatico, senza operazioni manuali, verrà evitato il rischio di infiltrazioni esterne. Questo sistema, in effetti, si basa su uno scambio application to application, ovvero da software a software. Unicamente per i file inferiori a 20 megabyte in formato compresso, potrà essere utilizzata la posta elettronica certificata. Inoltre, tutti i dati registrati nel server dell’anagrafe tributaria saranno cifrati.

Detto in altre parole, il Sid è un sistema del tutto automatizzato: non esisterà un impiegato che comunica con un altro, bensì un programma che comunica con un altro programma. La consultazione dei dati – ha assicurato l’Agenzia – verrà protetta da accessi non autorizzati alle informazioni.

Chi non si deve preoccupare dell’anagrafe tributaria?

Il nuovo sistema di controllo fiscale non deve far preoccupare tutti coloro che abbiano ricevuto somme con ritenuta alla fonte: stipendi, pensioni, eredità, dividendi, cedole di bot o obbligazioni. Tutto ciò che è già tassato è già tracciato, e quindi non occorre giustificarlo.

Non ha nulla da preoccuparsi quindi chi abbia ricevuto soldi tracciati o tracciabili, tramite bonifico, assegno, pago bancomat o carta di credito.

Non avranno maggiori problemi tutti coloro che hanno entrate e uscite in linea con il proprio reddito; coloro che non mostrano una differenza importante tra il saldo finale e il saldo iniziale del conto corrente; quelli che non hanno mai prelevato o versato all’improvviso grandi somme di denaro sul proprio conto.

Chi dovrà giustificare i propri movimenti all’anagrafe tributaria?

Questo sistema è ovviamente pensato per combattere l’evasione fiscale e il “nero”. Coloro che si devono preoccupare sono quelli che fanno un eccessivo numero di movimenti non tracciabili, o troppi versamenti e prelievi dal proprio conto; che utilizzano piuttosto il contante e non tanto i pagamenti elettronici; che fanno acquisti o hanno entrate non in linea con il reddito dichiarato; o infine che presentano una notevole e non giustificabile differenza fra il saldo iniziale e il saldo finale del conto corrente.

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