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Controlli caldaia e manutenzione obbligatoria: quale la differenza?

L'inverno è alle porte ma c'è ancora molta incertezza riguardo l’obbligo dei controlli sull'impianto di riscaldamento domestico. Per quel motivo, gli Installatori impianti della CGIA ricordano che la c.d "prova dei fumi della caldaia" va fatta ogni volta in cui si fa la manutenzione, quindi ogni anno per la maggioranza delle famiglie. Ma l’eventuale bollino (ovvero il controllo di efficienza energetica), va apposto sul libretto dell’impianto soltanto ogni quattro anni.

Controlli caldaia e manutenzione obbligatoria: quale la differenza?

La manutenzione della caldaia è un obbligo di legge, con tempistiche e sanzioni previste dalla normativa. Tuttavia, “troppo spesso si confonde la manutenzione della caldaia con il controllo di efficienza energetica – denuncia Francesco Costantini Presidente degli Installatori della CGIA – ma le ultime disposizioni di legge parlano chiaro: l’unica cosa che è cambiata è la tempistica di trasmissione degli esiti dei controlli di efficienza energetica: questi vanno trasmessi con periodicità di 1, 2, 4 anni a seconda che l’impianto sia superiore o inferiore ai 100 kW”.

I controlli di efficienza energetica quindi non hanno niente a che vedere con la manutenzione obbligatoria che attesta il funzionamento e la sicurezza della caldaia, prevista dalla legge e sanzionabile fino a 3.000 mila euro.

È inaccettabile – conclude il Presidente degli Installatori della CGIA – che qualcuno giochi sulla sicurezza dei cittadini con dichiarazioni incomplete, tendenziose e fuorvianti, quando non del tutto errate.

Nuovo libretto di impianto dal 15 ottobre

D’altronde, lo scorso 15 ottobre è entrato in vigore il nuovo libretto di impianto. Così, ogni consumatore si dovrà dotare di un nuovo libretto che affiancherà quello vecchio (che dovrà infatti essere conservato e mai cestinato).

Se non si ancora in possesso del nuovo libretto, al prossimo controllo basterà richiederlo al manutentore di fiducia. Le famiglie, quindi, avranno due libretti: quello nuovo, in cui vanno registrate le prestazioni degli impianti, e quello vecchio, per l’uso e la manutenzione, dove sono stati (e saranno ancora) indicati gli interventi eseguiti per la sicurezza e la salubrità della caldaia.

La CGIA, infine, ricorda la necessità di rivolgersi unicamente a installatori in possesso dei necessari requisiti di legge (lettere c, d ed e del decreto 37/08, ex 46/90), che sono le uniche figure professionali abilitate ad operare su impianti di riscaldamento e di climatizzazione, su impianti idrosanitari e che possano realizzare, manutenere e controllare tali impianti.

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