Controlli automatici Rca, qualcosa si muove

Nelle prossime settimane, dovrebbe essere modificato il Codice della strada: così, finalmente, dovrebbero essere attivati i controlli della Rca tramite autovelox, Tutor, altre telecamere. Facciamo il punto della situazione, che pare un po’ una telenovela.

Rca, controlli serrati

Prima puntata

Tutto nasce dalla marea di veicoli senza Rca, in costante e pericolosissima crescita. In Italia circolano 4 milioni di mezzi sprovvisti di copertura assicurativa, di cui 2,8 milioni sono vetture. Sono più dell’8% del totale e il mancato incasso per le Compagnie sfiora i 2 miliardi di euro.

Un fenomeno in continua espansione, legato strettamente alla disoccupazione: si perde il lavoro, ma si vuole avere comunque l’auto. E la Rca è costosissima, specie a Napoli e Caserta. Così, si viaggia senza copertura.

Per chi viene coinvolto senza colpa in un incidente con una di queste mine vaganti, è un dramma: per avere il risarcimento, dovrà rivolgersi al Fondo vittime della strada. Documentando e provando il tutto nei minimi dettagli, e con tempi lunghissimi di attesa prima di vedere i quattrini.

Per chi causa il sinistro senza Rc auto, batosta di 841 euro di multa, sequestro del mezzo: condanna a pagare il risarcimento al danneggiato. Sempre che abbia le possibilità economiche per farlo. Specie se sono in ballo lesioni fisiche per centinaia di migliaia di euro. Capite bene che si tratta di un fenomeno devastante a livello sociale.

Così, il legislatore, nel 2011, pensa di controllare chi viaggia senza Rc auto tramite autovelox (misura la velocità in un punto), Tutor (misura la velocità in un tratto di autostrada), telecamere delle Zone a traffico limitato.

Seconda puntata

Nel 2011, viene introdotto il comma 4 ter all’articolo 193 del Codice della strada: l’accertamento della mancanza di copertura assicurativa obbligatoria del veicolo può essere effettuato anche mediante il raffronto dei dati relativi alle polizze emesse dalle imprese assicuratrici con quelli provenienti dai dispositivi o apparecchiature omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico e gestiti direttamente dagli organi di Polizia stradale.

La violazione dell’obbligo di assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli può essere rilevata, dandone informazione agli automobilisti interessati, anche attraverso i dispositivi, le apparecchiature e i mezzi tecnici per il controllo del traffico e per il rilevamento a distanza delle violazioni delle norme di circolazione.

Terza puntata

Manca però un’altra modifica la Codice della strada affinché questa regola divenga operativa. E pare che col Governo Renzi sia la volta buona. Siamo a un passo dall’entrata in vigore effettiva delle norme che consentono di beccare chi va senza Rc auto tramite il Grande Fratello.

Non solo. Verranno utilizzati gli autovelox fuori città, che già sono numerosissimi, e anche, questa l’altra novità importante, gli autovelox in città. Finora, servivano determinate caratteristiche delle strade, previa autorizzazione del prefetto, per piazzare gli autovelox nei centri abitati. In futuro, non più. E la guerra agli evasori della Rc auto verrà combattuta con maggiore efficacia.

Qualche differenza

Le telecamere delle Zone a traffico limitato e gli autovelox rilevano la targa del veicolo solo in seguito all’infrazione. Invece, il Tutor registra il passaggio di tutti i mezzi, anche se non commettono alcuna violazione. E non c’è l’obbligo di contestazione immediata.

La violazione deve essere documentata con sistemi fotografici, di ripresa video o analoghi che, nel rispetto delle esigenze correlate alla tutela della riservatezza personale, consentano di accertare, anche in momenti successivi, lo svolgimento dei fatti costituenti illecito amministrativo, nonché i dati di immatricolazione del veicolo ovvero il responsabile della circolazione: così viene tutelata la privacy.

Ricordiamo che il Tutor c’è dal 2005: il sistema è stato sviluppato da Autostrade per l’Italia e gestito dalla polizia stradale, che, per legge, è l’unico soggetto titolato all’uso del sistema per la rilevazione e il sanzionamento delle infrazioni accertate.

Il Tutor permette, grazie all’installazione di sensori e portali con telecamere, il rilevamento della velocità media lungo tratte autostradali di lunghezza variabile, indicativamente tra 10 e 25 chilometri. La velocità media è calcolata in base al tempo di percorrenza: il sistema monitora il traffico e registra gli orari di passaggio sotto i portali posti all’inizio e alla fine della tratta controllata.

Le sanzioni sono emesse e incassate direttamente dallo Stato e non vanno, quindi, in nessuna misura, a beneficio di Autostrade per l’Italia. Già adesso il Tutor ha fatto calare i sinistri in autostrada (abbassatisi anche per via della crisi che fa circolare meno i mezzi); ma quando individuerà anche gli evasori della Rc auto, farà ancora più paura.

Tutto in automatico

Oggi, il Tutor va in automatico: riconosce la classe del veicolo in relazione ai diversi limiti di velocità stabiliti dal Codice della strada. Una volta riscontrata la violazione e previa convalida dell’agente di polizia, interroga gli archivi della Motorizzazione per risalire all’intestatario.

Compila e stampa il verbale per la firma in originale e, contestualmente, inoltra in via informatica i dati al centro di elaborazione e stampa di Poste italiane per la procedura di notifica al trasgressore.

Analogamente, entrerà in contatto con la Motorizzazione e con la banca dati dell’Ania (l’Associazione delle Assicurazioni) per sapere se un’auto ha la copertura assicurativa obbligatoria.

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