Contributo Comune dal Governo: come funziona il fondo solidarietà comunale di Conte

Per contrastare le ricadute economiche della pandemia di Coronavirus, il Governo ha avviato una serie di nuove misure tra cui c’è spazio anche per il fondo di solidarietà comunale con un massiccio stanziamento di risorse che arriveranno, direttamente, ai Comuni italiani per la gestione dell’emergenza e la formulazione di soluzioni di sostegno alla popolazione in maggiore difficoltà. Il nuovo fondo di solidarietà è stato definito nel Dpcm del 28 marzo. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul Fondo di solidarietà comunale previsto dal Governo Conte. 

Ecco le ultime novità dal Dpcm del 28 marzo per sostenere l'economia

Il Governo continua a definire nuove misure di sostegno all’economia, nazionale e locale, per contrastare le ricadute della pandemia di Coronavirus che, da circa 3 settimane, ha obbligato tutte le attività commerciali e produttive non essenziali a chiudere con l’obiettivo di limitare la diffusione del contagio su scala nazionale.

Il nuovo provvedimento governativo è racchiuso nel Dpcm del 28 marzo che è già stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il nuovo decreto, annunciato da Conte proprio lo scorso sabato, introduce una serie di misure di sostegno ai comuni con la definizione del fondo di solidarietà comunale che prevede lo stanziamento di oltre 4 miliardi di Euro di risorse che saranno poi ripartite tra tutti i comuni italiani sulla base di diversi parametri.

Il testo integrale del nuovo Dpcm del 28 marzo è disponibile sul sito del Governo. Da notare, inoltre, che, alla fine del testo, è possibile consultare tutti i documenti allegati in cui vengono stabilite le varie quote che verranno erogate ai comuni italiani. Si tratta di un aspetto un po’ tecnico ma comunque essenziale per chi volesse approfondire le caratteristiche del nuovo decreto e le misure economiche di sostegno studiate dal Governo per i comuni italiani che devono combattere con il Coronavirus e con le difficoltà economiche legate al lockdown.

4,3 miliardi di Euro per i comuni italiani

Il nuovo Dpcm del 28 marzo mette a disposizione fondi immediati ai comuni che dovranno utilizzare queste risorse per la gestione dell’emergenza, destinata a protrarsi ancora per diverse settimane. Si tratta di un anticipo rispetto alla scadenza prevista per maggio con i comuni che avranno la possibilità di sfruttare fondi extra nell’immediato.

Ecco quanto annunciato dal premier Giuseppe Conte:Ho firmato un dpcm che dispone 4,3 miliardi a valere sul fondo di solidarietà dei Comuni. Si tratta di un anticipo del 66% che giriamo ai Comuni. Lo facciamo in anticipo rispetto alla scadenza che era prevista a maggio“. Il fondo di solidarietà comunale è alimentato con una quota dell’imposta municipale propria (Imu) di spettanza dei comuni e viene ripartito tra i comuni interessati dal provvedimento sulla base del gettito effettivo dell’Imu e della Tasi.

Il fondo di solidarietà comunale può contare su  6.199.513.364,88 miliardi di Euro di risorse. L’erogazione dei contributi avverrà in due rate. La prima rata, da corrispondere entro il mese di maggio, copre il 66% del contributo (ovvero circa 4,3 miliardi di Euro) mentre la seconda rata, da corrispondere entro ottobre 2020, andrà a coprire la restante parte. Il provvedimento a sostegno delle realtà locali e delle famiglie italiane non si ferma qui.

Il Governo ha, infatti, stanziato un ulteriore fondo, questa volta di 400 milioni di Euro, riservato alle misure di sostegno a tutte le persone che non hanno i soldi per fare la spesa. Continua Conte: “A ciò si sommano i 400 milioni che sono un altro anticipo da destinare alle persone che non hanno i soldi per fare la spesa. Da qui nasceranno buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari” Quest’ulteriore forma di sostegno interverrà immediata con l’obiettivo di fornire un contributo concreto alle famiglie in difficoltà.

Da notare, inoltre, che ogni comune potrà mettere in atto ulteriori interventi di rafforzamento delle risorse dedicate, già previste dal fondo di solidarietà. C’è la possibilità di avviare donazioni defiscalizzate di generi alimentari o di buoni acquisto/sconto da parte di privati, produttori e distributori.

I comuni, inoltre, saranno liberi di acquistare senza avviare alcuna procedura di gara buoni pasto, generi alimentari di prima necessità e altri beni essenziali per avviare, nell’immediato, misure di sostegno alla popolazione ed in particolare alle fasce deboli in maggiore difficoltà in questo momento.

Reddito di emergenza, bonus di 600 Euro e altre misure di sostegno

Il fondo di solidarietà comunale, definito nel Dpcm del 28 marzo, è solo un nuovo passo di un programma di sostegno molto più articolato che nel corso delle prossime settimane registrerà ulteriori novità con l’obiettivo di minimizzare le ricadute economiche della diffusione del Coronavirus e dello stato di emergenza che continuerà anche per il prossimo futuro.

Tra gli strumenti che andranno ad affiancarsi a quanto già definito dal Dpcm del 28 marzo, infatti, potrebbe esserci anche il Reddito di emergenza, una misura di sostegno economico su cui il Governo è attualmente al lavoro. La conferma, dopo le indiscrezioni e le ipotesi degli ultimi giorni, è arrivata direttamente da Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia.

Gualtieri ha confermato che i tecnici del ministero stanno lavorando per rendere fruibile un’agevolazione di questo tipo nel minor tempo possibile. Al momento, in ogni caso, non ci sono ancora tempistiche precise sul provvedimento così come non sono ancora disponibili informazioni dettagliate sulle sue caratteristiche.

Nel frattempo, è in arrivo il bonus da 600 Euro per autonomi, collaboratori, partite IVA e lavoratori stagionali. Il bonus è stato inoltre allargato a chi non ha fonti di reddito. Le domande per l’accesso a tale bonus potranno essere presentate a partire dal prossimo 1 aprile, con modalità che verranno chiarite nel corso delle prossime ore.  Il Governo, inoltre, ha fatto sapere anche che i destinatari della Cig potranno accedere alle risorse messe a loro disposizione dal 15 aprile.

Resta confermata la possibilità di accedere alla sospensione del mutuo prima casa, grazie all’estensione dei requisiti per l’accesso al Fondo di solidarietà mutui prima casa che permetterà ad un numero molto più elevato di cittadini, con un mutuo prima casa attivo, di poter richiedere la sospensione del pagamento delle rate del mutuo sino ad un massimo di 18 mesi.

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