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Contratto standard (o base) delle assicurazioni

Facciamo un salto indietro, sino al febbraio 2013. Con un decreto del ministero dello Sviluppo economico, veniva definito un contratto standard (o base) delle assicurazioni: parliamo della Rc auto obbligatoria per legge. Così, veniva data attuazione alla legge Crescita del dicembre 2012. Ma attenzione: il contratto standard, prevedeva il decreto, sarà adottato non appena acquisito il parere del Consiglio di Stato, e sarà operativo dopo il via libera da parte della Corte dei conti. A oggi, si attende ancora l’ok definitivo. Che secondo indiscrezioni, ed è questa la notizia, dovrebbe arrivare a breve.

Contratto standard (o base) delle assicurazioni

Di che cosa si tratta

Il contratto base soddisfa i requisiti minimi obbligatori in tema di Rc auto: non appena verrà introdotto, tutte le Compagnie di assicurazione dovranno offrirlo, anche online. È una polizza che garantisce al cliente maggiore trasparenza nella comparazione delle offerte: se le clausole del contratto sono omogenee fra le varie Assicurazioni, il confronto per l’automobilista è semplice. Invece, oggi che ogni Compagnia offre una Rca con clausole diverse, il paragone è più complicato. Si avrà quindi, per il consumatore, maggiore consapevolezza delle scelte della Rca.

Il contratto standard ha anzitutto il massimale minimo previsto da legge: un milione di euro per i danni alle cose, e cinque milioni di euro per i danni arrecati alle persone. Significa che la Compagnia arriverà a coprire quegli importi in caso di sinistro provocato dal cliente: oltre quella somma, è il responsabile dell’incidente a dover sborsare la differenza di tasca propria. Nella Rca base, inoltre, non c’è nessuna franchigia: in caso di sinistro causato, l’Assicurazione copre tutti i danni all’altro guidatore. Sempre, comunque, entro il massimale di legge.

Il sistema è quello del bonus-malus: si viene premiati con un ribasso della tariffa Rca se non si causano sinistri (scatta il bonus e si sale verso le classi merito meno costose), mentre si è penalizzati con una tariffa più cara se si provoca anche un solo incidente (scatta il malus, e si scende verso classi di merito più salate).

La guida della Rca base è libera: non ci sono limitazioni di guidatore. Chiunque, patentato, può mettersi al volante. E in caso di incidente provocato, la Compagnia coprirà tutti i danni causati (entro il massimale). Le rivalse ci sono eccome, ma sono limitate ai casi più gravi o di maggior allarme sociale: la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. Vuol dire che, se un guidatore causa un incidente sotto l’effetto di alcol o droga, la Compagnia risarcisce il danneggiato, ma poi ha diritto a farsi rimborsare dal cliente tutto quello che ha pagato.

Si potrà modificare

Ovviamente, la Rca standard si potrà personalizzare. Per far scendere la tariffa, si potrà scegliere la guida esclusiva: solo il conducente indicato in polizza dovrà porsi al volante. Oppure la guida riservata: solo i conducenti esperti dovranno guidare quella macchia (di solito, chi ha più di 23 anni d’età, o più di cinque anni di patente). Anche installando la scatola nera (registra la dinamica dei sinistri, impedendo le frodi), si otterrà una riduzione del prezzo della Rca: in genere, attorno all’8,5%. Idem consentendo alla Compagnia l’ispezione preventiva dell’auto. O accettando di far riparare il mezzo, in caso di incidente, in una carrozzeria convenzionata con l’Assicurazione.

Allo stesso modo, si potrà ottenere una copertura superiore: un massimale più elevato o la rinuncia (parziale o totale) alla rivalsa da parte della Compagnia. In questo secondo caso, la Rca salirà rispetto a quella base.

Due spinte alla mobilità

L’obiettivo del legislatore, con il contratto base, è spingere gli automobilisti a cambiare più spesso Compagnia, grazie a un confronto veloce e sicuro. Anche perché già da tempo non c’è più il tacito rinnovo: se si vuole restare in un’Assicurazione, occorre dare il consenso esplicito all’agente. Una maggiore mobilità degli assicurati spingerebbe anche le stesse Compagnie a farsi più concorrenza, e ad abbassare le tariffe Rca: un circolo virtuoso per i consumatori italiani.

Che a dire il vero, rispetto a quelli di altri Paesi europei, sono un po’ più pigri, e restano troppo ancorati alle solite vecchie Assicurazioni: la Rca base, una maggiore diffusione di Internet, una superiore conoscenza del mondo del web e dei comparatori online potranno solo essere fattori positivi per il nostro mercato Rca.
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