Conto Energia Termico, come funzionano i nuovi incentivi per le rinnovabili termiche?

Da qualche settimana le energie rinnovabili termiche dispongono di norme più chiare: è stato approvato il testo del decreto sugli incentivi per questa categoria, noto anche come Conto Termico. Ci saranno due tipi di incentivi: un tipo per le rinnovabili termiche dei privati e delle pubbliche amministrazioni, e l’altro per gli interventi di efficienza energetica nel settore pubblico (per i privati ci sono le detrazioni del 55%). SosTariffe.it spiega come funzionano i nuovi incentivi del Conto Termico.

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Secondo il nuovo Conto Energia Termico, le tecnologie agevolate appartengono a due categorie:

  • Per le rinnovabili termiche nei settori privati e pubblico: solare termico, caldaie a biomassa, pompe di calore geotermiche e scalda acqua a pompa di calore
  • Per gli interventi di efficienza energetica nella Pubblica Amministrazione: isolamento, serramenti e sostituzione degli impianti di riscaldamento con caldaie a condensazione.

Ricordiamo che i privati che eseguiranno questo tipo di interventi potranno avvalersi delle detrazioni fiscali del 55%, prorogate fino al 30 giugno 2013 ma che probabilmente saranno riformate e rese stabili.

Gli incentivi per le rinnovabili termiche

Per quanto riguarda le energie rinnovabili termiche, gli impianti con potenza fino a 500 kW con determinati requisiti prestazionali verranno incentivati. Fino a 35 kW si parla di 2 anni di agevolazione, e di 5 anni superata questa taglia.

Il calcolo sarà basato sulla quantità di energia elettrica che si stima produrrà ciascun impianto.

Ad esempio, nel caso di caldaie, pompe di calore e stufe, l’importo concesso verrà calcolato attraverso una formula che considera un incentivo a kWh prodotto differente per taglia e tecnologia, secondo la potenza dell’apparecchio, la zona geografica nella quale sarà installata e le emissioni.

Invece, nel caso del solare termico l’incentivo si calcola sulla base del metro quadro installato:

  • Sotto i 50 mq: 170 euro/mq
  • Sopra i 5o mq: 55 euro/mq

Se l’impianto fa anche solar cooling (raffrescamento), gli incentivi salgono a 255 euro/mq per i sotto 50 mq di superficie e 83 euro/mq sopra i 50 mq.

Gli incentivi del Conto Energia in numeri

Ad esempio, un impianto solare termico da 4 mq, che costa in media 3.600 euro, riceverà in due anni 1.360 euro di incentivo. Una pompa di calore elettrica da 24 kW, che costa 6.500 euro circa, in una zona climatica D (Roma per esempio), avrà diritto a 2.700 euro circa in due anni di agevolazione; se invece si parla di una stufa a pellet da 22 Kw (costo indicativo 4 mila euro), l’incentivo consisterebbe in quasi 1.400 euro (sempre in zona D).

Queste cifre indubbiamente sono minori all’attuale 55%, ma hanno il vantaggio di essere erogate in due anni anziché in 10 come nel caso delle attuali detrazioni.

Secondo quanto si legge sul portale Qualenergia.it, le caldaie e le stufe a biomassa, verranno incentivate unicamente quando sostituiranno impianti a carbono, a gasolio o a biomassa, e non a GPL.

Inoltre, le agevolazioni non sono valide per gli impianti installati in edifici nuovi o ristrutturati che hanno l’obbligo di farlo; unicamente la quota eccedente all’adempimento dell’obbligo sarebbe utilizzata per il calcolo degli incentivi.

Il Conto Energia per gli interventi di efficienza energetica

Un vero e proprio conto energia nel settore dell’efficienza energetica non è stato ancora stabilito. In effetti, nell’ultimo testo del decreto si parla di una percentuale della spesa, riservata alla Pubblica Amministrazione.

In effetti, per tutti gli interventi che riguardano l’efficienza energetica l’incentivo coprirà il 40% della spesa.

Il Governo stima che questo nuovo Conto Energia Termico contribuirà per il 90% dell’obiettivo 2020 sulle rinnovabili termiche in bolletta e per il 9% di quello sul risparmio energetico.

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